Giorgetti all’Eurogruppo: la Crisi in Medio Oriente impone azioni urgenti

Il Ministro dell’Economia all'Eurogruppo "Finita la politica dell’attendere, ora è tempo di agire": Giorgetti ha avanzate proposte per mitigare l’impatto economico e rilancia la necessità di risposte europee coordinate.

La crisi geopolitica in Medio Oriente sta avendo pesanti ripercussioni sull’economia globale, e l’Italia si trova a dover affrontare sfide sempre più difficili in ambito economico. È quanto ha sottolineato il Ministro dell’Economia e delle Finanze (MEF), Giancarlo Giorgetti, nel suo intervento all’Eurogruppo. Ieri, durante il suo discorso, Giorgetti ha messo in evidenza come la situazione stia generando uno shock energetico, con effetti diretti sulla crescita economica, alimentando l’inflazione e aumentando i rischi per l’economia europea.

A margine della riunione, il Ministro del MEF ha incontrato il Commissario Europeo per l’Economia, Valdis Dombrovskis, aprendo un dibattito su possibili rimedi per mitigare le conseguenze della crisi, in particolare per quei settori produttivi più esposti all’aumento dei prezzi energetici. Giorgetti ha evidenziato che l’inflazione è destinata ad aumentare, con il rischio di una stretta monetaria all’orizzonte. Nonostante l’economia italiana stia mostrando segni di resilienza, ci sono forti preoccupazioni per le industrie locali, in particolare per il settore chimico, che sta soffrendo a causa della scarsità di materie prime critiche.

L’economia italiana sta dimostrando resilienza ”, ma vi è “forte preoccupazione per il potenziale impatto sulla nostra industria, a cominciare dal settore chimico, seriamente colpito dalla scarsità delle materie critiche”, ha dichiarato il Ministro Italiano, che ha spiegato come “lo shock energetico causato dalla crisi iraniana richiede una risposta rapida, coordinata e proporzionata da parte dell’Unione europea, che tragga insegnamento dalla crisi del 2022 2023”.

Secondo Giorgetti, lo shock energetico derivante dalla crisi in Iran richiede una risposta rapida e coordinata da parte dell’Unione Europea, che deve imparare dalle esperienze delle crisi precedenti, come quella del 2022-2023. La proposta del Ministro italiano dell’Economia è di adottare misure di emergenza mirate, che siano temporanee e integrate all’interno di un quadro europeo comune. Se la situazione dovesse peggiorare, sarebbe opportuno attivare una clausola di salvaguardia generale a livello europeo, che consentirebbe maggiore flessibilità fiscale. Tuttavia, se questa opzione non dovesse raccogliere il necessario consenso tra gli Stati membri, Giorgetti ha proposto l’attivazione di clausole nazionali per far fronte all’emergenza.

Tra le opzioni considerate per raccogliere un consenso ampio anche da parte di altri Paesi europei, il Ministro Giorgetti ha indicato, in coerenza con le proposte del Parlamento, l’estensione, lasciando però invariato il tetto già previsto: “dell’applicazione della clausola di salvaguardia nazionale (NEC) a fini di difesa per quanto riguarda le conseguenze negative della crisi iraniana sul settore energetico, invocando le esigenze di sicurezza nazionale già previste nel Temporary Framework approvato la settimana scorsa dalla Commissione Ue”.

Il Ministro dell’Economia MEF ha specificato che comunque il loro utilizzo sarebbe temporaneo, con una portata limitata e con l’uso mirato ai settori più esposti – come “agricoltura, pesca, trasporti e industrie ad alta intensità energetica, attraverso un sostegno proporzionato e temporaneo  compatibile con la flessibilità ora prevista dalla Commissione per il quadro UE sugli aiuti di Stato (Temporary Framework per il Medio Oriente – METSAF). Secondo il Giorgetti “un tale approccio garantirebbe parità di condizioni tra gli Stati membri, consentendo un sostegno mirato e preservando al contempo l’integrità del mercato unico”.

Il Ministro del MEF ha poi affrontato la questione delle risorse, sostenendo l’introduzione di misure selettive per l’incremento delle entrate, tra cui la creazione di una tassa sugli extraprofitti delle società energetiche. Questa proposta è stata sostenuta da diversi Stati membri, tra cui la Germania, il Portogallo, l’Austria e la Spagna, che hanno inviato una lettera alla Commissione Europea il 3 aprile scorso.

Nel Comunicato del MEF a tale proposito si legge che al riguardo, “nella comunicazione AccelerateEU del 22 aprile, la Commissione ha dichiarato che non presenterà una proposta specifica, ma si è detta pronta a fornire assistenza nella stesura di tali imposte. In tale contesto, il ministro ha auspicato una proficua collaborazione.”

“Finita la politica dell’attendere, ora è tempo di agire”, ha dichiarato con fermezza Giorgetti, indicando che il momento di rispondere in modo deciso alla crisi è giunto.

Foto: MEF
Redazione

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