Crisi Amaco, la Uil avverte: “Il futuro del trasporto cosentino deve restare pubblico”

I segretari regionali e territoriali sollecitano un tavolo urgente: "Senza concertazione sociale, il nuovo Piano Regionale dei Trasporti da 34 miliardi rischia di fallire"

Amaco

La vertenza Amaco si sposta sul piano della gestione strutturale e del mantenimento della natura pubblica del servizio. Attraverso una nota congiunta, la Segretaria Generale della Uil Calabria, Mariaelena Senese, insieme ai segretari di Uil Trasporti, Natale Spadaro (regionale) e Andrea Mazzuca (Cosenza), hanno ribadito la necessità di blindare l’azienda di trasporto bruzia all’interno del perimetro pubblico per garantirne la funzione sociale.

La centralità della gestione pubblica

Secondo i rappresentanti sindacali, Amaco non rappresenta soltanto un asset industriale, ma un pilastro per il diritto alla mobilità, specialmente per le fasce di popolazione più fragili. Il fallimento dell’azienda non viene letto come un episodio isolato, bensì come il sintomo di una crisi sistemica che sta investendo le principali realtà del Trasporto Pubblico Locale (Tpl) calabrese, citando anche le criticità che accomunano le esperienze di Amc Catanzaro e Atam Reggio Calabria.

“Solo una gestione pubblica può assicurare la continuità del servizio e la tutela dei livelli occupazionali, evitando che i costi del dissesto ricadano interamente sulle lavoratrici e sui lavoratori”, si legge nel documento sindacale.

Le criticità del Piano Regionale dei Trasporti

Un punto nodale della protesta riguarda il metodo di redazione del nuovo Piano Regionale dei Trasporti, un programma ambizioso che prevede investimenti per 34 miliardi di euro nei prossimi vent’anni per aggiornare la pianificazione ferma al 2016.

La Uil lamenta un mancato coinvolgimento formale delle parti sociali: le sigle sindacali riferiscono di aver appreso i dettagli dello strumento solo per vie informali, denunciando l’assenza di un reale processo partecipativo. Il rischio paventato è che, pur in presenza di ingenti risorse finanziarie, il piano risulti “tecnicamente valido ma socialmente fragile” a causa della scarsa concertazione con chi rappresenta le istanze dei territori e dei lavoratori.

Le richieste al tavolo istituzionale

La Uil Calabria e la Uil Trasporti hanno formalizzato tre richieste urgenti alla Regione e agli enti competenti:

  1. Convocazione immediata di un incontro sulla crisi Amaco per definire soluzioni che salvaguardino il personale.

  2. Istituzione di un tavolo permanente dedicato al monitoraggio del Piano Regionale dei Trasporti.

  3. Partecipazione attiva delle organizzazioni sindacali nelle scelte strategiche che ridisegneranno la mobilità regionale.

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