Una piazza che non accetta passi indietro sui diritti conquistati. Domenica scorsa, Piazza Carratelli è diventata il cuore pulsante della protesta contro le proposte di modifica al nuovo testo del DDL “Stupri”. L’iniziativa, promossa dal centro antiviolenza CAV “R. Lanzino” insieme al CADIC (Coordinamento regionale dei centri antiviolenza), si inserisce nel solco della mobilitazione nazionale lanciata dalla rete D.i.Re (Donne in Rete contro la violenza).
Al centro della contestazione c’è l’emendamento proposto dalla senatrice Giulia Bongiorno, accusato di voler riscrivere le dinamiche giudiziarie legate alla violenza sessuale. “Siamo qui per ribadire il nostro no alle modifiche proposte da Bongiorno”, ha dichiarato con fermezza Roberta Attanasio, presidente del CAV “R. Lanzino”. “Lanciamo un appello alle istituzioni, in primis al presidente della Regione Roberto Occhiuto, affinché si esprima chiaramente contro queste modifiche che minacciano la tutela delle donne”.
Il timore principale espresso dalle attiviste riguarda l’eliminazione del riferimento esplicito al consenso nel testo di legge. Secondo Antonella Veltri, già presidente nazionale D.i.Re e socia fondatrice del centro cosentino, questo arretramento normativo avrebbe conseguenze devastanti nelle aule di tribunale.
“Esigiamo il ritiro dell’emendamento che, cancellando la parola consenso, trasferisce sulle donne l’onere della prova”, ha spiegato Veltri. “Senza consenso è violenza. Quella di oggi è una mobilitazione permanente contro uno Stato che sembra voler proteggere i violenti invece delle vittime”.
Una rete politica e sociale compatta
Il flash mob ha visto una partecipazione trasversale, unendo voci della politica locale, nazionale e dei sindacati. Tra gli interventi che si sono susseguiti in piazza:
• Stefania Figliuzzi per il CADIC;
• Teresa Esposito (Donne democratiche PD) e Tonia Stumpo (Esecutivo nazionale democratiche PD e Consigliera di parità regionale);
• Le consigliere comunali di Cosenza Bianca Rende e Antonietta Cozza;
• Brunella Solbaro per la CGIL;
• La parlamentare Anna Laura Orrico.