La Calabria piange la scomparsa di Michele Albanese. Storica firma del Quotidiano del Sud e figura di riferimento per il giornalismo d’inchiesta nel Mezzogiorno. La Cisl Calabria, attraverso le parole del Segretario generale Giuseppe Lavia, ha espresso profondo cordoglio. E ha sottolineto la perdita di quello che è stato definito un “presidio di libertà” per l’intero territorio regionale.
Una vita tra sindacato e giornalismo d’assalto
Il legame tra Albanese e il mondo sociale affonda le radici negli anni ’80, quando il giornalista operò attivamente all’interno della Federazione degli Edili della Cisl. In quel periodo, si distinse per le battaglie a favore dei diritti dei lavoratori. E per il rilancio strategico del comprensorio e del Porto di Gioia Tauro. Successivamente, la sua carriera giornalistica è stata segnata da un impegno civile senza sosta. Le sue indagini sui meccanismi della ‘ndrangheta nella Piana di Gioia Tauro hanno svelato dinamiche criminali complesse. Un rigore professionale che dal 2014 lo ha costretto a vivere sotto scorta.
L’eredità morale
“Michele Albanese ha raccontato le piaghe della nostra terra con schiena dritta, diventando un esempio per le istituzioni e il sociale”, ha dichiarato Lavia. Il Segretario ha sottolineato come la scelta di Albanese di non piegarsi alla prepotenza criminale rappresenti oggi un’eredità morale. E un monito per chi opera quotidianamente per il bene comune.
La Cisl Calabria si è stretta attorno alla moglie Melania, alle figlie Maria Pia e Michela e ai colleghi di redazione. Ribadito l’impegno a proseguire la lotta per una regione libera dai condizionamenti mafiosi, nel solco tracciato dall’opera di Albanese.
