Il futuro degli aeroporti calabresi e le strategie di gestione della Sacal Spa finiscono al centro del dibattito politico regionale. Filomena Greco, consigliera regionale di Casa Riformista-Italia Viva, ha sollevato forti dubbi sull’attuale direzione intrapresa dalla società che governa i tre scali della regione, chiedendo maggiore chiarezza sul perseguimento degli interessi del territorio.
Le criticità: dal caso Canadair alla Statale 106
Tra i punti più controversi sollevati dalla consigliera figura l’ipotesi di trasferire la base operativa dei Canadair dallo scalo di Lamezia Terme a quello di Crotone, una manovra definita “paradossale” e priva di una logica apparente. Secondo Greco, tale questione rifletterebbe un deficit di governance che penalizzerebbe in particolare l’area pitagorica. Lo scalo di Crotone, infatti, verserebbe in una condizione di marginalità nonostante le gravi carenze infrastrutturali che già affliggono la fascia ionica, tra i ritardi della Statale 106 e una rete ferroviaria non adeguata agli standard europei.
Richiesta formale di accesso agli atti
Per fare luce sulle dinamiche aziendali e sulle prospettive di crescita, l’esponente di Casa Riformista ha depositato una richiesta ufficiale indirizzata all’Amministratore Unico di Sacal. L’istanza punta a ottenere il Piano strategico di sviluppo, con particolare riferimento a:
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Obiettivi prefissati e linee di intervento;
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Cronoprogrammi e relative coperture finanziarie;
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Piani di potenziamento per i singoli scali di Lamezia Terme, Reggio Calabria e Crotone.
Il nodo Ryanair
Resta inoltre aperta la questione relativa ai rapporti con il vettore Ryanair, su cui la consigliera attende delucidazioni tecniche e documentali. La richiesta di accesso agli atti estende l’indagine conoscitiva anche alle delibere del Consiglio di Amministrazione e dell’Assemblea dei soci, con l’obiettivo di verificare se le scelte operate dalla Sacal siano effettivamente orientate allo sviluppo organico del sistema di trasporto aereo calabrese.