Resta alta la tensione politica all’interno dello schieramento di centrosinistra in Consiglio regionale. Al centro del dibattito vi è la nomina di Filomena Greco, esponente di Casa Riformista, all’interno della Commissione Sanità di Palazzo Campanella. Nonostante le crescenti sollecitazioni a rinunciare all’incarico, la consigliera ha ribadito con fermezza la propria posizione: «Il caso non esiste, non farò alcun passo indietro». Lo scive Gazzetta del Sud.
Le ragioni della polemica
La controversia nasce a seguito della definizione dei componenti delle commissioni consiliari, dove Greco ha esercitato la facoltà di opzione prevista per i consiglieri. La scelta ha sollevato immediate critiche da parte dell’ala progressista, in particolare da Ferdinando Laghi (lista “Tridico Presidente”) e Ferdinando Pignataro (Alleanza Verdi Sinistra).
L’obiezione principale sollevata dagli oppositori riguarda un presunto conflitto d’interessi, legato alle attività imprenditoriali della famiglia Greco nel settore della sanità privata calabrese. Secondo i critici, ragioni di opportunità politica avrebbero dovuto suggerire un profilo diverso per la composizione dell’organismo che vigila sulla salute pubblica.
La replica di Greco e il confronto con Tridico
Di parere opposto la diretta interessata, la quale rivendica la legittimità della propria scelta e la volontà di offrire competenze utili alla risoluzione delle criticità del sistema sanitario regionale. «Non ravvedo alcuna inopportunità», ha dichiarato l’esponente renziana, sottolineando come la sua partecipazione possa rappresentare un valore aggiunto.
Sulla vicenda è intervenuto ufficialmente anche Pasquale Tridico. L’eurodeputato del Movimento 5 Stelle ha invocato pubblicamente il passo indietro, parlando di un “conflitto d’interessi potenziale” che rischierebbe di minare il rapporto di fiducia con l’elettorato. Greco, tuttavia, ha assicurato di aver mantenuto un dialogo costante con il leader della coalizione, rivendicando la trasparenza e la linearità del proprio operato.
Il silenzio dei partiti maggiori
Mentre il fronte progressista più radicale attacca frontalmente, le delegazioni di Partito Democratico e Movimento 5 Stelle mantengono una posizione più cauta, limitandosi a precisare informalmente come l’ingresso di Greco nella commissione non sia frutto di una designazione di coalizione, ma di una scelta autonoma della consigliera.