Disputa sui cipressi di Arcavacata: il Comune di Rende risponde alle proteste

L'Amministrazione comunale chiarisce l'intervento: "Il taglio degli alberi è avvenuto su richiesta parrocchiale e basato su perizie agronomiche"

Cipressi Chiesa Arcavacata 3

L’Amministrazione comunale di Rende è intervenuta per fare chiarezza in merito alle polemiche scaturite a seguito del taglio di due cipressi secolari, situati alle spalle del campanile della Chiesa della Santissima Consolazione ad Arcavacata. La decisione ha innescato una mobilitazione da parte dei cittadini, riunitisi nel Comitato popolare pro riapertura della Chiesa.

In una nota ufficiale, l’Amministrazione ha preso atto delle proteste diffuse anche sui canali social, specificando la dinamica dell’intervento. Si precisa che l’area in cui erano piantati i cipressi è di proprietà della Diocesi. Di conseguenza, la richiesta di procedere al taglio dei due alberi è stata inoltrata direttamente dal Parroco, supportata da una doppia perizia tecnica redatta da agronomi qualificati.

Rischio sicurezza pubblica e programma di sostituzione

L’Amministrazione ha sottolineato che il dirigente comunale responsabile del settore non ha potuto che accogliere e dare seguito alle conclusioni contenute nelle perizie. Tali documenti attestavano che i cipressi si trovavano in condizioni tali da rappresentare un potenziale rischio per la sicurezza pubblica e l’incolumità dei cittadini.

In conclusione, l’Amministrazione ha annunciato che, in ottemperanza a quanto stabilito, verrà emesso un provvedimento idoneo per la piantumazione di nuovi cipressi di altezza adeguata, in sostituzione degli alberi rimossi. Il tutto al fine di ripristinare l’assetto paesaggistico dell’area.

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