Anche se manca ancora la conferma ufficiale, in Calabria ormai l’edizione 2026 del Giro d’Italia è considerata un ritorno annunciato. Dopo la Grande Partenza prevista in Bulgaria, la corsa rosa rientrerà in Italia facendo il suo ingresso proprio dal quartiere Lido di Catanzaro, dando così il via alla prima tappa italiana interamente calabrese, un evento che assume valenza sportiva, simbolica e turistica per l’intera regione.
La frazione iniziale sul territorio nazionale, secondo le planimetrie già circolate e non smentite dalle istituzioni locali, sarà la Catanzaro Lido–Cosenza. Un tracciato di 130 chilometri che attraversa in diagonale la Calabria centrale, disegnando un asse tra le due coste, jonica e tirrenica. A differenza delle solite tappe interlocutorie post trasferimento, il percorso si preannuncia selettivo e insidioso, con una prima salita verso il centro storico di Catanzaro, seguita dalla discesa su Lamezia Terme e l’ingresso sulla statale tirrenica, dove spesso il vento può diventare un elemento decisivo quanto le gambe dei corridori.
Il momento chiave della giornata sarà la Galleria Crocetta, con i suoi 10 chilometri al 6,4% di pendenza media, una salita vera che potrebbe mettere in difficoltà gli sprinter e favorire i passisti-scalatori. La corsa poi scenderà verso Cosenza, dove si concluderà la tappa. La città bruzia ospiterà così un arrivo del Giro a 37 anni di distanza dall’ultimo traguardo del 1989, conquistato dallo svizzero Rolf Järmann.
Il giorno successivo la carovana si sposterà sulla costa nord della regione: partenza da Praia a Mare in direzione di Potenza, per una tappa anch’essa impegnativa e caratterizzata da continui saliscendi. Le indiscrezioni parlano di un percorso tutt’altro che semplice, con possibili effetti già in classifica generale.
Il ritorno del Giro d’Italia in Calabria dopo quattro anni di assenza – l’ultima edizione con tappe calabresi risale al 2022 – rappresenta un’occasione importante di rilancio per la regione, in termini di visibilità, promozione turistica e valorizzazione territoriale. La conferma ufficiale è attesa per il 1° dicembre a Roma, ma nel frattempo l’entusiasmo cresce e le istituzioni locali hanno già iniziato i preparativi, consapevoli del potenziale impatto dell’evento.
