Cosenza, l’avvocato Anselmo prepara il processo d’Appello contro le false versioni e le strumentalizzazioni sulla morte di Denis Bergamini

Lo storico legale della famiglia Bergamini, si prepara a un nuovo, cruciale capitolo: il processo d'Appello, dopo la condanna in primo grado a 16 anni per omicidio volontario premeditato a carico di Isabella Internò, ex fidanzata del calciatore

La vigilia del 36° anniversario della tragica morte del calciatore del Cosenza, Denis Bergamini, avvenuta il 18 novembre 1989, si carica di un significato speciale dopo la svolta processuale che ha ribaltato la tesi del suicidio. L’avvocato Fabio Anselmo, storico legale della famiglia Bergamini, si prepara a un nuovo, cruciale capitolo: il processo d’Appello, dopo la condanna in primo grado a 16 anni per omicidio volontario premeditato a carico di Isabella Internò, ex fidanzata del calciatore.

L’avvocato Anselmo, noto per la sua tenacia nella ricerca della verità, ha diffuso tramite social una nota che ripercorre i lunghi trentasei anni di battaglia legale e civile, sottolineando la dignità e l’ostinazione di Donata Bergamini, sorella di Denis, che non ha mai smesso di lottare.

Il 18 novembre 1989, Denis Bergamini lasciò il ritiro del Cosenza, un gesto inusuale per lui, presentandosi alle 16:30 sotto casa di Isabella Internò per un “incontro organizzato. L’ultimo”, come sottolineato nella nota. Una dinamica che oggi l’avvocato Anselmo accosta alla tragica logica dell’”ultimo appuntamento” fatale, ma che in questo caso sarebbe costato la vita a Denis.

La tesi sostenuta dalla famiglia e confermata dalla recente sentenza di primo grado è che Denis cadde in un agguato, fu ucciso e solo in seguito adagiato sotto le ruote di un camion. Una ricostruzione che smantella la versione del suicidio – il presunto “tuffo come in piscina” – sostenuta per anni, che la stessa nota definisce “incredibile, smentita dalla logica, dalle prove, dal corpo”.

L’avvocato Anselmo denuncia come per decenni la versione del suicidio sia stata “accolta” e “protetta” attraverso depistaggi, omissioni, rilievi mancati e prove ignorate o orientate da chi “aveva il dovere di garantire la verità”. Per questo motivo sono stati necessari trentasei anni per arrivare a una prima sentenza di condanna: “Oggi abbiamo una certezza processuale: Denis non si è suicidato,” si legge nella nota, che aggiunge: “E abbiamo un’altra certezza: Isabella Internò ha mentito, per anni, sotto giuramento, davanti a tutti.”

Nonostante la condanna di primo grado, Anselmo ribadisce il rispetto per la legalità: “Finché non avremo una sentenza definitiva, Internò è da ritenersi innocente. È il nostro modo di stare dentro la legalità, anche quando fa male.”

Ora l’attenzione è tutta rivolta al processo d’Appello, con la speranza di una “conferma rapida delle responsabilità”. Il legale ferrarese conclude la sua dichiarazione riaffermando il suo impegno al fianco di Donata Bergamini e mettendo in guardia contro strumentalizzazioni: “La difendiamo da chi specula, da chi chiacchiera, da chi usa un dolore così grande per costruire un altro spettacolo indecente. Non permetteremo che accada. Non dopo trentasei anni di verità tradita. Non dopo trentasei anni di lotta.”

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