Alta velocità Salerno-Reggio: annunci, fondi e nodi ancora irrisolti

Salvini rilancia il progetto AV fino alla Citta dello Stretto, ma servono ancora oltre 17 miliardi di euro per completarlo

Mentre prosegue il dibattito sull’Alta velocità ferroviaria Salerno-Reggio Calabria, il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini è tornato a parlarne, sottolineando l’avvio dei cantieri e l’ambizione di completare la linea fino all’estremo Sud del Paese. L’occasione è stata l’evento “Most 2025”, a cui il ministro ha partecipato in videocollegamento.

Nel suo intervento, Salvini ha evidenziato che sono attualmente attivi investimenti per 24 miliardi di euro destinati alla modernizzazione delle infrastrutture ferroviarie italiane. Questi fondi interessano non solo la direttrice Salerno-Reggio, ma anche tratte strategiche come la Roma-Napoli-Bari e la Brescia-Verona-Vicenza-Padova.

“È fondamentale innovare”, ha dichiarato Salvini, sottolineando l’importanza del dialogo tra imprese, istituzioni, università e ricerca per il futuro del sistema ferroviario nazionale. Un passaggio del suo intervento ha citato l’esempio della Cina, che in vent’anni ha costruito una rete AV di 48.000 km, con l’obiettivo di arrivare a 70.000 entro il 2035.

Tuttavia, non si tratta di un annuncio nuovo. Già nel settembre scorso, durante l’apertura della campagna elettorale per le Regionali in Calabria, Salvini aveva parlato della definizione della progettazione dell’Alta velocità fino a Reggio Calabria.

A distanza di mesi, la situazione dei finanziamenti resta critica. Ad oggi, oltre 17 miliardi di euro mancano ancora per completare l’intera tratta. I fondi disponibili coprono principalmente il tratto campano e il raddoppio della galleria Santomarco, tra Paola e Cosenza. In particolare, per prolungare la linea ad Alta velocità fino a Praia a Mare servirebbe oltre un miliardo di euro aggiuntivo.

La complessità dell’intervento riguarda non solo le risorse economiche ma anche l’articolazione tecnica e territoriale del progetto. Il completamento dell’opera, infatti, resta condizionato dalla capacità del Governo di garantire nuovi stanziamenti e di rispettare le tempistiche previste nei piani di infrastrutturazione strategica.

Nonostante le promesse, resta aperto il nodo finanziario che rischia di rallentare, se non bloccare, l’avanzamento del progetto nei tratti più meridionali. Il tema dell’accessibilità e dello sviluppo del Mezzogiorno, al centro del dibattito politico, si intreccia così con le scelte strategiche sul futuro del trasporto ferroviario italiano.

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