Con le nomine della nuova giunta regionale firmate da Roberto Occhiuto si è aperta ufficialmente una stagione politica segnata da forti tensioni interne, dove i sorrisi istituzionali celano un diffuso malcontento. I sette assessori — cinque espressi dalla politica e due di diretta nomina del presidente — sono stati selezionati secondo un delicato equilibrio tra forze di coalizione e indicazioni personali, ma non senza conseguenze nei rapporti tra i protagonisti del centrodestra calabrese.
La frustrazione è palpabile soprattutto tra gli esclusi di peso, molti dei quali nutrivano aspettative concrete. Tra i più delusi spicca Rosaria Succurro, sindaca di San Giovanni in Fiore, presidente della Provincia di Cosenza e dell’Anci regionale. Dati i numeri raccolti alle scorse elezioni regionali, in molti la davano per certa in giunta. Tuttavia, Occhiuto ha scelto un altro nome, quello di Micheli, lasciando fuori la leader cosentina, decisione che ha immediatamente alimentato il malcontento nel gruppo “Occhiuto Presidente”.
In particolare, nel Cosentino si è assistito a un vero e proprio scontro sotterraneo tra la stessa Succurro e Pierluigi Caputo, primo degli eletti nella stessa lista. Un braccio di ferro durato giorni, che ha portato a una soluzione di equilibrio strategico: nessuno dei due ha ottenuto un posto in giunta, ma la tensione interna resta alta.
Le due poltrone che fanno gola a Lega e Noi Moderati
Il quadro si complica ulteriormente in vista della possibile estensione della giunta con due nuovi ingressi, che potrebbero essere formalizzati a gennaio attraverso una modifica statutaria. Tuttavia, i giochi sembrerebbero già fatti: in base agli accordi politici con i vertici nazionali, le due caselle dovrebbero andare a Lega e Noi Moderati, rispettivamente con Mattiani e Mellace (o Pitaro) in pole position. Quest’ultima forza politica è stata l’unica della coalizione ad aver superato il quorum elettorale senza ottenere un posto nell’esecutivo, motivo per cui il malcontento è particolarmente acceso.
Succurro resta al suo posto, ma il clima non è disteso
La decisione di escludere la Succurro ha pesanti ricadute politiche anche a livello territoriale. Nonostante le indiscrezioni su un possibile ritiro dalla scena regionale, la diretta interessata ha confermato che manterrà tutti gli incarichi istituzionali fino al termine del mandato, in particolare in vista delle elezioni comunali di San Giovanni in Fiore, dove la competizione si preannuncia tutt’altro che semplice.
In questo scenario, le speranze di un rientro in giunta da parte di chi è rimasto fuori sembrano ridotte al minimo, soprattutto perché le due caselle aggiuntive sarebbero già oggetto di accordi blindati. Il rischio, per Occhiuto, è che il clima di delusione e risentimento si trasformi in ostacolo alla coesione interna, condizionando la tenuta politica della coalizione nei prossimi mesi.