È stato ufficializzato il provvedimento che ridisegna l’assetto organizzativo della Regione Calabria, attraverso un’ampia riorganizzazione dei dipartimenti e l’azzeramento dei direttori generali. Tutti i vertici apicali dell’amministrazione regionale resteranno in carica solo fino al 30 novembre, come anticipato nei giorni scorsi dal presidente della Regione, Roberto Occhiuto, che ha motivato la scelta affermando che tali figure «non rispondevano più agli indirizzi del vertice politico».
Con la firma del decreto, entra in vigore un nuovo modello di gestione che modifica profondamente l’architettura amministrativa della Regione, ridefinendo competenze e accorpamenti tra settori, in un’ottica di maggiore coerenza con le deleghe assessorili.
Tra le principali novità figura la separazione tra Welfare e Salute, due ambiti che in precedenza risultavano unificati. Ora, mentre la Salute continuerà a occuparsi della gestione dei servizi sanitari, l’edilizia sanitaria viene trasferita al dipartimento Infrastrutture, un cambiamento significativo che punta a migliorare l’efficienza nella gestione degli investimenti strutturali legati al comparto sanitario.
Cambiano anche le denominazioni e le funzioni di altri dipartimenti: il tradizionale “Risorse umane” assume ora la nuova identità di “Valorizzazione del capitale umano”, con un focus rafforzato sullo sviluppo delle competenze all’interno della pubblica amministrazione.
Un’altra trasformazione riguarda il settore del turismo e della cultura: i due ambiti sono stati fusi in un unico dipartimento denominato “Asset strategici”, segno di una visione integrata delle risorse territoriali e culturali della regione. Il Trasporto locale, invece, viene accorpato con l’Agricoltura, in una combinazione che mira probabilmente a una gestione più sinergica del territorio e delle infrastrutture rurali.
In totale, la nuova struttura organizzativa della Regione Calabria conterà su 14 dipartimenti, oltre a una Unità operativa per l’autonomia, e le due strutture centrali di controllo: Audit e Stazione appaltante, a garanzia della trasparenza e dell’efficienza nella spesa pubblica e nella gestione dei contratti.
Con questa operazione, l’amministrazione guidata da Occhiuto punta a imprimere un’accelerazione all’attività amministrativa, introducendo un’organizzazione più snella e rispondente alle esigenze strategiche della Regione.