La politica regionale calabrese vive giorni di apparente silenzio, ma dietro le quinte la macchina della nuova legislatura è in piena attività. Al centro del dibattito, la composizione della giunta regionale guidata da Roberto Occhiuto, appena rieletto alla guida della Calabria con un ampio mandato.
Il cantiere dell’esecutivo è in fase avanzata: si discute ancora sulle caselle da assegnare ai diversi partiti della coalizione, ma i contorni dell’accordo sembrano delinearsi. Le trattative si sono svolte principalmente a Roma, dove Occhiuto ha avuto colloqui con i vertici dei partiti alleati: Giovanni Donzelli per Fratelli d’Italia, Claudio Durigon per la Lega, Maurizio Lupi per Noi Moderati, affiancato dal deputato reggino Francesco Cannizzaro, stratega di Forza Italia in Calabria.
Secondo le ultime indiscrezioni, Forza Italia manterrà tre assessorati, mentre il nodo da sciogliere riguarda le restanti quattro deleghe. Occhiuto vorrebbe coinvolgere anche Noi Moderati, riducendo a uno gli assessorati assegnati alla Lega. L’obiettivo dichiarato è un esecutivo collegiale, rappresentativo sia dei territori sia della parità di genere, con particolare attenzione all’equilibrio tra le quote rosa.
La vicepresidenza della Regione diventa così una pedina chiave in questa trattativa, simbolica e politica al tempo stesso, da assegnare in base agli equilibri tra le forze della coalizione. Anche la presidenza del Consiglio regionale è oggetto di confronto, con la Lega che punta a mantenerne il controllo con l’avallo di Forza Italia.
Tra i nomi che dovrebbero trovare conferma, Gianluca Gallo, recordman di preferenze (oltre 31 mila voti), destinato a restare all’Agricoltura, e Giovanni Calabrese, che dovrebbe conservare la delega al Lavoro per Fratelli d’Italia. Più incerta la sorte di altre figure come Caputo, Succurro, Straface, Mattiani e Montuoro, che aspirano a un posto in giunta, in un quadro che intreccia ambizioni territoriali e decisioni romane.
Mentre il puzzle politico prende forma, Occhiuto ha già firmato i primi due provvedimenti della legislatura, per un valore complessivo di oltre 900 milioni di euro, entrambi connessi alla programmazione dei fondi europei. Il primo atto riguarda la riprogrammazione di 300 milioni, con oltre 200 destinati a progetti di resilienza idrica, tema cruciale per la regione. Le restanti risorse finanzieranno iniziative di social housing e rigenerazione urbana, in linea con l’agenda europea.
Il secondo provvedimento dà avvio alla fase finale del Fondo di Rotazione 2021-2027, del valore di oltre 600 milioni di euro, fondamentali per l’attuazione dell’Accordo per la Coesione firmato con Palazzo Chigi nel marzo 2024. “Ho voluto approvare subito queste misure – ha dichiarato Occhiuto – per segnare una ripartenza concreta e metodica”.
Il governatore punta a chiudere la partita sulla giunta entro dieci giorni dalla proclamazione ufficiale, ma l’intenzione è quella di definire tutto il prima possibile per avviare l’attività amministrativa. Il nuovo corso regionale, secondo la visione del presidente, dovrà coniugare continuità e apertura, con figure in grado di interpretare il ruolo di governo e non solo quello di rappresentanza politica.