Violenza contro il personale sanitario, l’Opi Cosenza propone strategie e prevenzione

Tra le misure concrete avanzate, vi sono l’installazione di pulsanti di emergenza nei pronto soccorso, in collaborazione con le forze dell’ordine, e l’adozione di telecamere sulle ambulanze, che potrebbero fungere da deterrente contro le aggressioni e facilitare le indagini dopo gli incidenti

L’aggressione all’equipaggio di un’ambulanza del 118 a Foggia, avvenuta venerdì scorso per mano dei parenti di una donna soccorsa e deceduta, ha riacceso il dibattito sulla tutela degli operatori dell’emergenza sanitaria. Un episodio che evidenzia la necessità di interventi concreti per contrastare la violenza e garantire la sicurezza di chi opera quotidianamente in situazioni di emergenza.

A commentare la vicenda e proporre possibili soluzioni è Fausto Sposato, presidente dell’Ordine delle Infermiere e degli Infermieri di Cosenza. Sposato ha sottolineato come non sia vero che la presenza del medico a bordo dell’ambulanza aumenti significativamente le possibilità di salvataggio del paziente: “Gli infermieri del 118 sono altamente qualificati e capaci di salvare vite anche senza il medico, anche se è vero che un’ulteriore formazione può migliorare le competenze”.

Per prevenire episodi di violenza, Sposato propone un percorso di alfabetizzazione già a partire dalla scuola, con corsi di educazione sanitaria che aiutino i cittadini a comprendere meglio il funzionamento dei servizi di emergenza e pronto soccorso. La sensibilizzazione, secondo lui, deve coinvolgere anche gli adulti, affinché si sviluppi un rispetto maggiore verso gli operatori sanitari.

Tra le misure concrete avanzate, vi sono l’installazione di pulsanti di emergenza nei pronto soccorso, in collaborazione con le forze dell’ordine, e l’adozione di telecamere sulle ambulanze, che potrebbero fungere da deterrente contro le aggressioni e facilitare le indagini dopo gli incidenti. “Sapere di essere ripresi può scoraggiare comportamenti aggressivi”, ha affermato Sposato.

Inoltre, l’Ordine delle Infermiere e degli Infermieri di Cosenza si impegna nella promozione del “caring nurse”, una figura che favorisce la comunicazione e il sostegno ai familiari dei pazienti in pronto soccorso, contribuendo a ridurre le tensioni e migliorare l’attesa.

Infine, Sposato sottolinea l’importanza di un ruolo più attivo delle aziende sanitarie nel tutelare gli operatori: “Le aggressioni devono essere considerate come infortuni sul lavoro, con tutte le conseguenze del caso. Investire nella sicurezza dei nostri operatori è anche un risparmio economico, evitando assenze prolungate e costi di ricollocazione”.

 

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