Bus fermi e promesse disattese: l’inchiesta smonta il piano mobilità in Calabria

A due settimane dall’inaugurazione con Salvini, molti autobus restano nei depositi. E la nuova rete resta in gran parte sulla carta. L'inchiesta della trasmissione Piazzapulita (La7)

Un’inaugurazione in grande stile, con telecamere, flash e proclami elettorali. Ma due settimane dopo, a Cosenza, il progetto da 44 milioni di euro per rilanciare la mobilità interregionale mostra gravi ritardi. L’inchiesta giornalistica della trasmissione Piazzapulita (La7), firmata dall’inviato Salvatore Gulisano, ha fatto emergere uno scenario ben lontano da quello raccontato nella conferenza stampa guidata dal ministro Matteo Salvini, lo scorso 2 ottobre.

Il piano prevedeva l’entrata in servizio di 111 nuovi autobus, 18 dei quali destinati alla Calabria, con l’obiettivo di collegare la regione al Nord Italia entro dicembre. Presenti all’evento anche il sindaco di Cosenza, Franz Caruso, e diversi esponenti locali e nazionali, tra cui l’assessore Gianluca Gallo. Ma a distanza di giorni, molti dei mezzi annunciati non sono ancora operativi: i più moderni, tra cui i Setra bipiano, risultano fermi nel deposito Busitalia di Corigliano Rossano, coperti di polvere.

La realtà sul campo si scontra con l’immagine costruita durante l’inaugurazione. Le immagini girate da Piazzapulita tra l’autostazione di Cosenza e la stazione ferroviaria di Vaglio Lise rivelano la totale assenza di sportelli informativi, punti vendita e persino tabelle orarie. L’unico canale per prenotare un viaggio è quello online. E il prezzo del biglietto per la tratta Cosenza-Milano? Ben 87 euro, superiore in molti casi al costo del treno offerto dallo stesso gruppo Ferrovie dello Stato. In confronto, altre compagnie percorrono la stessa tratta con tariffe tra i 18 e i 60 euro.

Il simbolo più lampante del fallimento del progetto, almeno per ora, è rappresentato dai grandi autobus a due piani. Quelli che dovevano segnare una svolta nella mobilità calabrese, restano inutilizzati, mentre il servizio attivo è garantito da un semplice minivan da 20 posti che parte da Cosenza. Solo a Spezzano Albanese, una trentina di chilometri più avanti, si sale sul bus più grande. Un autista, intervistato dalla trasmissione, ha ammesso candidamente: «A Milano vanno in otto. Mica ci posso mettere il due piani».

La vicinanza temporale tra l’inaugurazione e le elezioni regionali ha sollevato ulteriori polemiche, con l’accusa, da più parti, di aver trasformato il trasporto pubblico in strumento di propaganda elettorale. A denunciarlo sono anche gli stessi amministratori locali. Il sindaco di Cosenza, Franz Caruso, ha dichiarato: «La Calabria non avrà l’Alta Velocità e se il ministro Salvini pensa che qualche bus possa sostituire i supertreni, si sbaglia», sottolineando il ritardo infrastrutturale della regione.

Ancora più netto Giuseppe Falcomatà, sindaco di Reggio Calabria: «I pullman sono per pochi intimi. Quelli veri sono parcheggiati e inutilizzati. È una vergogna. Qui mancano strade, ferrovie, ospedali collegati. Invece si tagliano i fondi per l’Alta Velocità e si spostano sul Ponte sullo Stretto. Questo è maquillage elettorale, non sviluppo».

Busitalia, nella nota ufficiale diffusa il giorno dell’evento, aveva annunciato un investimento da 8,7 milioni solo per il potenziamento dei collegamenti calabresi, con l’immissione in servizio, a partire da luglio, dei primi Mercedes-Benz Tourism 16RHD e due nuovi Setra a due piani. Ma i mezzi – presentati come simboli di modernità – oggi restano immobili, come monumenti temporanei a una promessa ancora non mantenuta.

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