Proseguono i disagi idrici a Rende, dove diverse aree della città si trovano ancora senz’acqua a causa della grave crisi dovuta alla siccità. La Sorical ha comunicato che, a fronte degli alti consumi registrati nelle ultime ore, sarà necessaria la chiusura temporanea di due serbatoi principali, con l’obiettivo di gestire le scorte disponibili e ribilanciare la distribuzione idrica.
Il serbatoio Cep è stato chiuso stasera, 15 ottobre, a partire dalle ore 22:00, mentre quello di Arcavacata era stato fermato già dalle 17:00. Il servizio sarà ripristinato domani mattina alle ore 5:30, salvo ulteriori imprevisti.
Le zone interessate dalla sospensione dell’erogazione idrica sono numerose. Per quanto riguarda il serbatoio Cep, il disservizio colpirà via Rossini, via Volta, via Verdi, il Villaggio Europa, parte di Piano di Maio e Piano Monello.
Più estesa la lista delle aree servite dal serbatoio di Arcavacata, che coinvolge l’intera zona di Arcavacata, Longeni, Santo Stefano, contrada Cutura, Rocchi, via Giulio Cesare, via Alessandro Magno, corso Marco Polo e Settimo di Rende. A queste si aggiungono zone soggette a carenza idrica come via Cristoforo Colombo, via Silvio Gallo, via Spagna e via Portogallo.
Nel frattempo, continuano i cali di pressione nelle aree di Quattromiglia e Roges, dove la situazione sta causando crescenti difficoltà ai cittadini.
Secondo quanto riferito dalla Sorical, la causa principale dei disservizi è da attribuire alla persistente siccità che sta compromettendo il rendimento delle sorgenti degli acquedotti Abatemarco e Capodacqua, due fonti idriche fondamentali per l’approvvigionamento dell’intera area urbana.
I tecnici della società sono al lavoro per limitare al massimo i disagi, intervenendo sulla rete idrica per ottimizzare la distribuzione e ripristinare la normalità nei tempi più brevi possibili. Tuttavia, l’eccezionalità della situazione climatica impone misure straordinarie che, pur temporanee, hanno impatti significativi sulla quotidianità dei residenti.
Nel frattempo, si invita la cittadinanza a razionalizzare l’uso dell’acqua e a limitare i consumi non essenziali, in attesa di un miglioramento delle condizioni meteo e del progressivo riequilibrio delle sorgenti.