A Cosenza si decide il destino della Calabria, con un corpo elettorale che abbraccia oltre un secolo di storia, dai 18 anni dei più giovani ai 103 dei più anziani. Sono 55.838 i cittadini chiamati al voto in una tornata cruciale per eleggere il nuovo presidente della Regione e rinnovare il Consiglio. I seggi resteranno aperti fino alle 23 di oggi, con una seconda finestra domani, dalle 7 alle 15.
Il confronto politico si concentra su temi sensibili: sanità pubblica, grandi opere e rilancio socioeconomico, mentre resta sullo sfondo il vero avversario comune: l’astensione. Nel 2021, l’affluenza a Cosenza si fermò poco sopra il 40%, e il rischio che questo trend si ripeta è concreto. Tutte le forze politiche sono impegnate nel tentativo di mobilitare l’elettorato.
Tra i votanti ci sono 164 neodiciottenni, per i quali questo appuntamento segna il primo esercizio del diritto di voto. Sul fronte opposto, almeno tre cittadini ultracentenari risultano ancora iscritti nelle liste elettorali. Un contrasto generazionale che testimonia la continuità democratica in una città dove il voto assume un significato profondo.
Anche l’Aire fa la sua parte: sono 4.568 i cosentini residenti all’estero che potrebbero rientrare per votare, richiamati da un forte senso di appartenenza. Questa comunità dispersa ma presente rappresenta un tassello importante della realtà calabrese, ancora fortemente segnata dall’emigrazione.
Il territorio comunale è servito da 82 sezioni elettorali, distribuite in modo da rispecchiare la geografia urbana. Sei seggi sono attivi a via Popilia, zona a elevata densità abitativa, mentre Donnici – suddivisa tra Superiore e Bivio – mantiene strutture dedicate. Anche all’interno dell’ospedale Annunziata è stata allestita una sezione speciale per consentire il voto ai degenti, a conferma dell’importanza del diritto di partecipazione anche nei contesti più delicati.
Sul fronte politico, Roberto Occhiuto, presidente uscente del centrodestra, difende il lavoro svolto durante il suo mandato. Al centro della sua campagna: il Ponte sullo Stretto come volano di sviluppo e il potenziamento della sanità regionale. La sua visione si fonda su grandi opere e attrazione di investimenti, in un’ottica di rilancio infrastrutturale.
Dalla parte progressista, Pasquale Tridico – economista ed ex presidente INPS – propone una sanità pubblica più efficiente, denunciando le criticità esistenti e i ritardi nella realizzazione del nuovo Policlinico. Il suo programma insiste su lavoro, welfare e interventi per frenare l’emigrazione giovanile, un’emergenza che continua a svuotare la regione di energie vitali.
Chiude il quadro Francesco Toscano, leader di Democrazia Sovrana Popolare, con una proposta politica radicata nei bisogni delle classi popolari. Tra le sue priorità: la fine del commissariamento della sanità, la riqualificazione degli alloggi, il miglioramento di strade e ferrovie e un piano per l’edilizia scolastica. Un approccio pragmatico che si distingue per il rifiuto delle “grandi narrazioni” in favore di interventi locali.
Ma il dato più atteso è quello dell’affluenza. La sfida non è solo tra candidati, ma tra l’apatia e il coinvolgimento civico. I partiti, di ogni orientamento, temono che la partecipazione possa rimanere bassa, compromettendo la legittimità del risultato e allontanando ulteriormente i cittadini dalla vita pubblica.
In gioco c’è la possibilità di cambiare rotta: sarà compito dei cosentini, con una semplice croce sulla scheda, decidere se la Calabria merita una nuova stagione di impegno e fiducia nelle istituzioni.