Il Teatro come Ponte: il successo di “Appare e Scumpare” alla Casa circondariale di Cosenza

“Appare e Scumpare”, un progetto che va oltre la semplice rappresentazione artistica per diventare un potente strumento di crescita e integrazione sociale

Un’emozione autentica ha varcato le mura della Casa Circondariale “Sergio Cosmai” di Cosenza, trasformando l’istituto in un palcoscenico di inclusione e cultura. Gli ospiti del centro diurno psichiatrico “La Ghironda” sono stati i protagonisti dell’applaudito spettacolo teatrale “Appare e Scumpare”, un progetto che va oltre la semplice rappresentazione artistica per diventare un potente strumento di crescita e integrazione sociale.

La pièce, nata all’interno del laboratorio teatrale de “La Ghironda”, trae ispirazione da un’opera profonda come “Le intermittenze della morte” di José Saramago. Sotto la sapiente guida del regista Ferruccio Stumpo e con il supporto degli operatori del Centro, dieci attori hanno messo in scena il frutto di un intenso percorso che ha unito scrittura, espressione corporea e preparazione scenica.

Sul palco, con toccante sensibilità, i ragazzi hanno saputo offrire al pubblico presente uno sguardo speciale e disarmantesulle fragilità umane e sul significato della vita. Lo spettacolo si è rivelato un successo non solo per il suo valore artistico, ma soprattutto per la sua forza pedagogica e inclusiva. Ha dimostrato come l’arte possa fungere da vero e proprio ponte, capace di unire mondi apparentemente distanti.

L’iniziativa ha infatti sottolineato l’importanza vitale della collaborazione sinergica tra diverse realtà del territorio: istituzioni penitenziarie, servizi sanitari e associazioni. Questa rete di supporto è fondamentale per creare percorsi concreti di integrazione e sviluppo personale.

La direttrice della Casa circondariale, Maria Luisa Mendicino, ha espresso profonda gratitudine a tutti coloro che hanno reso possibile l’evento, dagli attori agli operatori del Centro Diurno. “L’apertura del carcere a progetti culturali e sociali,” ha commentato Mendicino, “rappresenta un arricchimento per l’intera comunità, un segnale forte di una società che crede nel valore della riabilitazione e dell’integrazione attraverso la cultura”.

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