Nuovo affondo sulla sanità calabrese da parte di Giuseppe Ciacco, consigliere comunale di maggioranza a Palazzo dei Bruzi e capogruppo del Pd alla Provincia. Intervenendo dopo l’ultima seduta del Consiglio regionale dell’8 agosto 2025, Ciacco ha accusato la giunta guidata da Roberto Occhiuto di aver lasciato in condizioni drammatiche il sistema dell’emergenza-urgenza, definendolo «brutalmente sventrato».
Secondo il consigliere, la realtà quotidiana racconta una sanità di frontiera: decine di postazioni del 118 non sono più operative, mentre circa il 70% delle ambulanze circola senza medico a bordo. A ciò si aggiungono tempi di intervento ben oltre gli standard, con mezzi che, invece dei 30 minuti previsti, arrivano spesso dopo un’ora o addirittura due.
Ciacco ha ricordato episodi tragici che, a suo dire, rappresentano il fallimento delle politiche regionali:
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San Giovanni in Fiore (7 mesi fa): un uomo di 48 anni, padre di due bambine, è morto dopo aver atteso oltre tre ore un’ambulanza con medico.
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Soverato (un mese fa): una bambina di 12 anni è deceduta dopo che i soccorsi sono arrivati con oltre due ore di ritardo.
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Fuscaldo (2 anni fa): un 55enne è morto dopo 45 minuti di attesa, con un’ambulanza priva di medico.
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Lamezia Terme (un anno e mezzo fa): un 62enne colpito da infarto non ha ricevuto assistenza adeguata perché il mezzo di soccorso era senza medico né defibrillatore.
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Corigliano-Rossano (un anno fa): un 63enne in crisi respiratoria è deceduto soffocato, dopo un intervento in ritardo e con un’ambulanza sprovvista persino di ossigeno.
Per Ciacco, questi casi «sono la prova che il sistema sanitario d’urgenza in Calabria non garantisce più la tutela dei cittadini». Da qui l’attacco diretto a Occhiuto: «Sarà archiviato perché sotto la sua gestione si è consumata la pagina più nera della sanità calabrese».