Il 13 maggio Almaviva Contact ha aperto una procedura di licenziamento collettivo che si è conclusa senza accordo, portando al licenziamento di 489 lavoratori distribuiti tra varie sedi italiane di cui 17 nella sede di Cosenza.
La società ha motivato la decisione con il rifiuto di prorogare la cassa integrazione oltre il 31 luglio, sostenendo che i progetti di riqualificazione presentati dalle Regioni, in particolare dalla Sicilia, fossero insufficienti. Nonostante alcuni progetti di digitalizzazione e riqualificazione siano stati presentati e avrebbero potuto salvare circa il 50% dei lavoratori siciliani, Almaviva li ha ignorati, continuando a rifiutare la proroga. Solo all’ultimo momento, l’azienda ha offerto una proroga di quattro mesi in cambio dell’accettazione di un licenziamento forzato a partire dal 30 novembre 2025 e di un accordo che eliminerebbe le garanzie professionali dei lavoratori.
I sindacati (Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil, Ugl Telecomunicazioni) hanno respinto questa proposta, definendola un ricatto e un tentativo di scaricare le responsabilità sul sindacato, e hanno ribadito che non accetteranno compromessi che compromettano la dignità e i diritti dei lavoratori. Il sindacato ha sottolineato che la responsabilità delle decisioni ricade sull’azienda e che non sarà strumentalizzato per giustificare scelte manageriali tardive o sbagliate.