Cosenza: nuove tariffe per l’occupazione del suolo pubblico, commercianti in protesta

Gli oneri si sono triplicati per l’occupazione del suolo pubblico suscitano disappunto tra gli esercenti. La Giunta comunale e il Consiglio tentano di trovare una soluzione

L’amministrazione comunale di Cosenza si trova ad affrontare un’aspra controversia riguardante le nuove tariffe per l’occupazione del suolo pubblico, introdotte recentemente da Palazzo dei Bruzi. Le tariffe triplicate rispetto al passato sono state giudicate eccessive e sproporzionate da parte degli esercenti, molti dei quali hanno già deciso di rimuovere i tavolini all’esterno dei propri locali come segno di protesta. Il dibattito è stato affrontato più volte in commissione consiliare e in incontri tra amministratori e rappresentanti del settore, ma la soluzione definitiva sembra ancora lontana.

Nel frattempo, l’assessore alle Attività economiche, Massimiliano Battaglia, ha invitato i titolari di esercizi pubblici e commerciali a regolarizzare la propria posizione attraverso la richiesta di rinnovo o rilascio delle autorizzazioni per l’occupazione del suolo pubblico, scadute per gli anni 2024-2025. Durante la sua dichiarazione, l’assessore ha ricordato gli impegni assunti dal sindaco, sottolineando che ci saranno cambiamenti nella tariffa a partire dal 2026, con una possibile riduzione dei costi o la possibilità di suddividere la somma in più rate.

Tuttavia, la situazione è tutt’altro che risolta, e ieri la consigliera Bianca Rende ha preso la parola, esprimendo forte disappunto per l’approccio adottato dall’amministrazione. La consigliera ha contestato alcuni punti del regolamento e ha evidenziato come il Consiglio comunale, nell’ultima seduta, avesse approvato all’unanimità una mozione per la modifica del regolamento relativo al canone patrimoniale di concessione, recependo le difficoltà degli esercenti. La mozione proponeva una serie di soluzioni per calmierare i costi dell’occupazione del suolo pubblico, ma, secondo la Rende, le proposte non sono state prese in considerazione dal Comune.

Il confronto tra i membri del Consiglio e l’amministrazione non ha portato ai risultati sperati, e la Rende ha sottolineato come l’assessore alle Attività produttive abbia invitato i commercianti a saldare i canoni arretrati, senza mostrare alcuna disponibilità a un dialogo su tariffe più eque e sostenibili. La consigliera ha espresso preoccupazione per la difficile situazione economica locale, aggravata dalla crisi dei consumi, dall’aumento dei costi energetici e dalla riduzione della liquidità.

Rende ha ribadito l’importanza di supportare il commercio locale, che rischia di affrontare una crisi irreversibile senza misure adeguate. La sua richiesta è chiara: le tariffe devono essere eque e calibrate sulla reale situazione economica del territorio, affinché le attività possano continuare a operare senza essere soffocate dai costi. Il Consiglio comunale ha già mostrato la volontà di tutelare il tessuto commerciale cittadino, ma ora è necessario che la Giunta dia seguito concreto a tale impegno.

Redazione

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