Medico cubano lascia ospedale pubblico: scatta l’interrogazione in Regione

Il consigliere Pd Ernesto Alecci chiede chiarimenti sul progetto che ha portato i medici cubani in Calabria

Un medico cubano che lascia un ospedale pubblico di Vibo Valentia per lavorare in una struttura privata: questo episodio ha acceso i riflettori sul progetto che ha portato i professionisti dell’isola caraibica a prestare servizio nelle strutture sanitarie calabresi. Secondo quanto emerso, non si tratterebbe di un caso isolato, ma di una tendenza crescente, che ha coinvolto anche altre zone della Calabria, come il Cosentino.

A intervenire sulla questione è stato il consigliere regionale del Partito Democratico, Ernesto Alecci, che ha sollevato il problema con un’interrogazione indirizzata al governatore Roberto Occhiuto, anche commissario ad acta per la sanità. Alecci ha parlato di un fenomeno in continua espansione, con medici che scelgono di lasciare il servizio pubblico per passare al privato, ma anche casi di professionisti che non sono più tornati dopo essere andati in ferie, o che hanno deciso di trasferirsi in altri Paesi, come la Spagna.

L’accordo siglato nel 2022 con la società cubana Comercializadora de Servicios Medicos Cubanos S.A. prevedeva l’arrivo in Calabria di 497 medici, ma a maggio 2025 ne risultavano in servizio circa 370. Nonostante il progetto abbia avuto l’obiettivo di potenziare il sistema sanitario regionale, i casi di abbandono del servizio continuano a crescere.

Alecci, nella sua interrogazione, ha sollevato una serie di interrogativi, chiedendo alla Regione di fare chiarezza su diversi aspetti, tra cui il numero attuale di medici cubani in servizio, quanti abbiano lasciato le strutture sanitarie, e quali misure siano in atto per monitorare l’andamento del progetto. Inoltre, ha chiesto se la Regione intenda rivedere le condizioni contrattuali dei medici cubani, che attualmente prevedono un compenso lordo di circa 4.700 euro, ma con soli 1.200 euro effettivamente percepiti dal medico.

Secondo Alecci, è legittimo chiedersi se questa cooperazione internazionale stia davvero valorizzando adeguatamente i medici cubani, che sono stati chiamati a contribuire alla sanità calabrese in un momento di emergenza, ma che sembrano trovarsi di fronte a difficoltà economiche e professionali che li spingono a lasciare il servizio.

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