Cosenza si è stretta attorno alla famiglia di Alfredo Prisco, scomparso a soli 56 anni dopo una lunga e difficile battaglia contro una malattia che inizialmente sembrava sotto controllo, ma che si è rivelata più aggressiva del previsto. La sua morte ha suscitato un’ondata di dolore sincero in tutta la comunità, che oggi ne celebra la memoria con affetto e commozione.
Figura centrale del G22 di Cosenza, Alfredo era ben più che un semplice collaboratore: era un punto di riferimento, un volto familiare per tutti. Primo ad arrivare e ultimo ad andare via, accoglieva chiunque con il suo sorriso, una parola gentile o un gesto di cortesia. La sua presenza discreta ma essenziale lo aveva reso una figura insostituibile, tanto nel lavoro quanto nella vita privata.
Profondamente legato alla moglie Lucia e alla figlia Giulia, Alfredo era un marito devoto e un padre premuroso, animato da un amore incondizionato che traspariva nei gesti e nelle parole. Nonostante le difficoltà legate alla malattia, ha affrontato ogni momento con dignità, forza e speranza, portando avanti i suoi progetti di vita senza mai arrendersi.
La cerimonia funebre si è tenuta nella chiesa di San Nicola, gremita fino all’inverosimile. In tantissimi hanno voluto partecipare all’ultimo saluto: familiari, amici, colleghi, semplici cittadini, tutti uniti dal desiderio di onorare la memoria di un uomo che ha lasciato un segno indelebile. Il silenzio, gli abbracci e le lacrime hanno raccontato più di ogni parola il vuoto lasciato dalla sua assenza.
Chi lo ha conosciuto lo ricorda come una persona buona, riservata ma sempre presente, pronta ad aiutare senza pretendere nulla in cambio. Una figura discreta e sincera, che ha costruito nel tempo un legame speciale con l’intera città.
Per la moglie Lucia e la figlia Giulia inizia ora un cammino difficile, segnato da un’assenza che pesa come un macigno, ma anche dall’eredità preziosa di un amore grande e di un’esistenza vissuta con coraggio e autenticità. A loro resterà il sorriso di Alfredo, la sua bontà rara e la profondità di un’anima che ha saputo donare senza riserve.