La sanità pubblica si prepara a cambiare volto, spinta da un rinnovato modello di governance, da investimenti strategici e da un utilizzo crescente delle tecnologie digitali. Giovedì prossimo, all’Ordine dei Medici di Cosenza, si terrà il convegno “Sanità 2.0: equità di accesso alle cure ed efficienza dei servizi”, promosso dal Sumai, il sindacato dei medici ambulatoriali, sotto la direzione scientifica di Francesco De Marco e Sante Luigi Formoso.
Il programma si articola in tre tavole rotonde, ciascuna dedicata a un tema chiave del nuovo sistema sanitario: la realtà dei distretti sanitari, la prevenzione oncologica e l’adesione agli screening, e l’integrazione tra Università, ospedale e territorio. In un momento di grande trasformazione per il settore, l’obiettivo è quello di favorire un confronto operativo e multidisciplinare.
Medici ospedalieri e docenti universitari dialogheranno sulle sfide del presente e le opportunità del futuro, focalizzandosi sul ruolo centrale della formazione medica, della ricerca scientifica e dell’assistenza sanitaria integrata. Si discuterà della necessità di una rete sanitaria capace di rispondere ai bisogni reali dei cittadini, anche grazie a una collaborazione strutturata tra enti e professionisti.
Al centro dell’incontro anche il tema della digitalizzazione, indicata come uno strumento essenziale per aumentare l’efficienza e garantire un accesso più equo ai servizi sanitari. Il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) ha infatti destinato risorse rilevanti per l’ammodernamento tecnologico e l’innovazione digitale nel settore sanitario.
Tra gli interventi attesi, quello di Licia Petropulacos, consulente della Regione Calabria, che approfondirà gli effetti delle politiche regionali in materia sanitaria. Interverranno inoltre Antonio Magi, presidente nazionale Sumai, e Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, da sempre in prima linea nel monitoraggio dell’efficienza del Servizio Sanitario Nazionale.
Durante il confronto si analizzeranno anche le criticità legate all’adozione delle nuove tecnologie, come il Fascicolo sanitario elettronico (Fse 2.0), la telemedicina e l’intelligenza artificiale. Senza un’adeguata governance, queste innovazioni rischiano di amplificare le disuguaglianze esistenti, invece di ridurle. Per questo motivo, i relatori sottolineeranno l’importanza di strategie condivise, formazione professionale e coinvolgimento attivo dei territori.
Il convegno rappresenta un’occasione concreta per riflettere sulle riforme necessarie, anche in vista della realizzazione di un sistema sanitario più sostenibile, digitale e orientato alla prevenzione. Al centro del dibattito ci sarà l’idea che la tecnologia da sola non basta: serve una visione condivisa e un’organizzazione capace di integrarla nei percorsi di cura reali.