L’ennesima fumata nera è arrivata per l’Amaco di Cosenza, con il curatore fallimentare Fernando Caldiero che ha preso atto ieri della mancata vendita del ramo d’azienda Tpl (Trasporto Pubblico Locale). Questo è il quinto bando andato a vuoto, a conferma di una situazione che sembra non trovare soluzione, nonostante i numerosi tentativi. Il secondo bando di vendita, scaduto ieri, non ha visto presentarsi nessuna offerta, esattamente come le altre quattro occasioni precedenti: la gara deserta di agosto dello scorso anno, il rigetto della proposta del Consorzio Autolinee Tpl a dicembre, il passo indietro del gruppo Carlomagno a gennaio e l’annullamento del bando di aprile.
L’offerta minima e il futuro incerto
Il bando scaduto ieri aveva un’offerta minima di poco superiore ai 2 milioni e 880mila euro, ma anche questa volta nessuna proposta è arrivata in tempo. Il curatore ha annunciato che nei prossimi giorni ufficializzerà il sesto bando di vendita, il terzo per il ramo d’azienda Tpl, con un prezzo ribassato del 10% rispetto al precedente. La nuova offerta minima sarà di 2.597.624,29 euro, e le domande dovranno pervenire entro le ore 13 del 28 luglio. La speranza di una soluzione sembra sempre più lontana, ma il processo di vendita continua, con la speranza che l’ulteriore ribasso possa attrarre nuovi acquirenti.
Crisi aziendale e disagi per i cittadini
Intanto, la crisi aziendale di Amaco continua a ripercuotersi sui servizi pubblici locali. Carro attrezzi è stato abolito a causa dei costi troppo elevati, mentre i parcometri continuano a non funzionare, segnali evidenti della difficoltà economica che attraversa l’azienda. Nel frattempo, non sono ancora arrivati nel deposito di contrada Torrevecchia i 16 nuovi pullman che avrebbero dovuto essere utilizzati per potenziare l’obsoleto parco macchine dell’Amaco. Un’altra testimonianza di questa crisi è giunta ieri, quando un altro bus ha dato forfait mentre era in servizio su una delle linee cittadine.
La vicenda Amaco è ormai una storia di declino e speranze infrante, con i cittadini che continuano a subire disagi e una gestione in crisi che fatica a trovare una via d’uscita.