Domani, lunedì 9 giugno, dalle ore 10 alle 18.30, nella prestigiosa Sala Consiliare di Palazzo Valentini a Roma, si svolgerà la cerimonia di premiazione della V Edizione del Premio Letterario Nazionale “Carlo Caruso: il Giudice, l’Uomo, il Poeta”. L’evento è promosso dall’Associazione Carlo Caruso Aps, con il patrocinio del Ministero della Giustizia, della Città Metropolitana di Roma Capitale, dell’Ordine degli Avvocati di Roma, e di numerose altre istituzioni e realtà associative.
Un premio che dà voce ai giovani sotto la giustizia minorile
Istituito nel 2018 per ricordare Carlo Caruso, magistrato, poeta, scrittore e musicista, per anni giudice presso il Tribunale dei Minorenni di Catanzaro, il Premio è dedicato ai minori e giovani-adulti coinvolti in procedimenti penali o civili su tutto il territorio nazionale. Ragazzi in vinculis, messi alla prova o sottoposti a provvedimenti dell’Autorità Giudiziaria Minorile, che attraverso la scrittura possono raccontarsi, trovare uno spazio espressivo autentico e recuperare voce e dignità. L’avvocato cosentino Eugenio Bisceglia è il presidente del premio.
Il concorso si articola in tre sezioni letterarie:
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Poesia inedita
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Narrativa breve inedita
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Testo Rap inedito
L’obiettivo è premiare le opere più autentiche e profonde, capaci di esprimere sentimenti, sogni e aspirazioni in un momento difficile della crescita personale.
La giornata: seminari, approfondimenti e testimonianze
La cerimonia sarà articolata in due sessioni.
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La mattina, i lavori saranno aperti e moderati dall’avvocato Eugenio Bisceglia, presidente del Premio. Interverranno la presidente di giuria Maria Pia Turiello, e i magistrati Marisa Manzini, Micaela Piredda, Angela Rivellese, tra gli altri, in un seminario che approfondirà il ruolo della scrittura nella rieducazione minorile.
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Nel pomeriggio, spazio a un confronto più tecnico con esperti del settore minorile, moderato dal giornalista Pino Nano. Tra i relatori: Alida Montaldi, Francesco Graziano, Francesca Mosiello, Serenella Pesarin e Sergio De Nicola.
Scrittura come riscatto
Come sosteneva lo stesso Carlo Caruso, la scrittura deve essere testimonianza esistenziale e strumento per appropriarsi del reale. È questo lo spirito che anima il premio: trasformare parole in possibilità, offrire a chi ha sbagliato la chance di raccontarsi e di ricominciare. Un percorso che unisce cultura, giustizia e rieducazione nel segno della speranza.