Franz Caruso: «Cosenza non resterà in silenzio davanti al genocidio di Gaza»

Il sindaco interviene in Consiglio comunale dopo l’approvazione delle mozioni su psicologo scolastico e Palestina: «Anche le città devono alzare la voce contro la guerra»

Un intervento forte, carico di significati simbolici e politici, quello pronunciato dal sindaco di Cosenza Franz Caruso nell’ultima seduta del Consiglio comunale, a seguito dell’approvazione unanime di due importanti mozioni: l’istituzione dello psicologo scolastico e il riconoscimento dello Stato di Palestina. Per Caruso, si è trattato di un momento che «innalza il ruolo del Consiglio e della città» su scala nazionale.

La politica locale come presidio etico

Nel suo intervento, il primo cittadino ha rivendicato la legittimità e la dignità dell’azione politica dei consigli comunali, anche su temi di respiro internazionale. «Seppur questi atti non influenzino direttamente le scelte del Parlamento italiano o europeo», ha detto, essi hanno un valore simbolico e politico che qualifica l’intera comunità.

Ha inoltre elogiato il lavoro della maggioranza, dichiarandosi in sintonia con la mozione sullo psicologo scolastico, e ha ribadito la piena adesione al documento sul riconoscimento dello Stato di Palestina, integrato anche con le proposte della consigliera Chiara Penna. Per Caruso, «discutere in aula di questi temi dà dignità alla città e ai cittadini».

Gaza come simbolo di resistenza e denuncia

Il passaggio più intenso del discorso è arrivato quando il sindaco ha condannato apertamente le azioni di Israele a Gaza, definendole un «genocidio». Parlando di «rigurgiti fascisti», Caruso ha affermato che Cosenza non può permettersi il silenzio di fronte al massacro in corso. Ha evocato la storia della città, chiamandola «l’Atene della Calabria», e ha sottolineato che una città civile deve opporsi a ogni forma di violenza e sopruso, come avrebbe fatto anche durante l’epoca del nazifascismo.

Caruso ha duramente criticato l’astensione del Governo italiano alla risoluzione dell’ONU per la tregua a Gaza e ha accusato l’esecutivo di allinearsi alle posizioni del governo Netanyahu e dell’amministrazione americana. «Il silenzio, oggi, è complicità», ha denunciato, rimarcando l’assenza di una posizione chiara e pubblica da parte del presidente della Repubblica e della premier Meloni.

L’importanza del gesto politico delle città

Pur consapevole del peso simbolico dell’iniziativa, il sindaco ha affermato che anche città come Cosenza possono contribuire a creare pressione internazionale, unendosi ad altre amministrazioni locali nel chiedere la fine della guerra. «Non è più tollerabile restare fermi: ogni giorno di silenzio equivale a un giorno di sofferenza per bambini, donne, anziani che vivono sotto le bombe».

Concludendo, Caruso ha invitato a non nascondere più la verità: «Quello in atto a Gaza è un genocidio, e va denunciato con fermezza. Nessuno può più tollerare i silenzi, perché sono silenzi di complicità. Noi vogliamo essere la voce dei senza voce, un presidio morale e civile contro tutte le guerre».

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