Sanità privata in sciopero: in Calabria esplode la protesta per i contratti bloccati

Operatrici e operatori di Rsa e hospice in piazza per chiedere il rinnovo dei contratti Aiop e Aris, fermi da oltre un decennio

Rabbia, frustrazione e richiesta di equità: sono tornati in piazza, nel piazzale della Cittadella regionale, i lavoratori della sanità privata calabrese, impiegati nelle Rsa e negli hospice. Una mobilitazione che ha coinvolto l’intero territorio nazionale, ma che in Calabria assume contorni particolarmente gravi, vista la centralità delle strutture private nel sistema sanitario regionale.

La protesta, promossa da Cgil, Cisl e Uil, riguarda il mancato rinnovo dei due principali contratti collettivi del settore: Aiop Rsa, bloccato da 13 anni, e Aris, da 6 anni. In Calabria sono circa 2000 i lavoratori interessati, su un totale di 200mila in Italia, che operano in strutture accreditate e finanziate dalla Regione tramite il SSR. Queste realtà rappresentano la colonna portante dell’assistenza per anziani, malati terminali e pazienti in riabilitazione.

Non è la prima volta che i lavoratori scendono in piazza: già a settembre si erano mobilitati per gli stessi motivi. Ma questa volta il messaggio è stato ancora più diretto. Come ha denunciato Alessandra Baldari, segretaria generale Fp-Cgil Calabria, “l’opposizione delle associazioni datoriali Aiop e Aris a sedersi al tavolo è ingiustificabile”, soprattutto in un contesto di inflazione crescente che ha eroso il potere d’acquisto degli stipendi. Le aziende, secondo i sindacati, pretendono un finanziamento totale del costo del lavoro da Stato e Regioni, nonostante già ricevano risorse dal Fondo sanitario nazionale.

“È un ricatto” – ha dichiarato Baldari – “che tiene i lavoratori in ostaggio”, puntando il dito contro chi scarica il rischio d’impresa sui dipendenti, senza assumersi responsabilità. Una posizione condivisa da Walter Bloise, segretario UilFpl Calabria, che ha parlato di “una questione di equità sociale”, chiedendo un intervento deciso del presidente della Regione per risolvere lo stallo.

Anche Giuseppe Spinelli, segretario Cisl-Fp Calabria, ha esortato il presidente Roberto Occhiuto a “riaprire i tavoli di trattativa e vincolare gli accreditamenti al rispetto dei contratti collettivi”. L’idea è quella di creare un meccanismo di controllo che escluda dalle convenzioni pubbliche quelle strutture che non rispettano i diritti dei lavoratori.

In tarda mattinata, una delegazione sindacale è stata ricevuta dai dirigenti del settore regionale Tutela della Salute, che hanno promesso di inoltrare le richieste al governatore Occhiuto. Nessun impegno formale, ma un primo passo verso il confronto istituzionale.

Nel frattempo, i lavoratori restano in attesa di risposte concrete, determinati a non interrompere la mobilitazione finché non verranno riconosciuti i diritti contrattuali negati da oltre un decennio.

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