La tredicesima edizione del Premio Sila nella sezione Letteratura ha incoronato il romanzo “I giorni di vetro” (Einaudi) di Nicoletta Verna come vincitore assoluto. Il libro ha conquistato i giurati superando gli altri titoli della Cinquina 2025 grazie a una narrazione intensa e coinvolgente. La protagonista, Redenta, nasce a Castrocaro proprio nel giorno del delitto Matteotti e viene etichettata come portatrice di sventura dal paese. Nonostante una gamba paralizzata a causa della polio e la perdita dell’amico d’infanzia Bruno, Redenta lotta e sopravvive in un’Italia sempre più travolta dal fascismo.
La sua storia è segnata da dure prove: un matrimonio imposto con un gerarca fascista di nome Vetro e gli orrori del conflitto bellico. Tuttavia, in mezzo a tanta fragilità, la protagonista conserva una forte fiducia nell’umanità, incarnando un simbolo di resistenza silenziosa e tenace. Al suo fianco si muove Iris, partigiana dal passato enigmatico, impegnata nella lotta per la libertà e custode di segreti in grado di cambiare le sorti dei protagonisti.
Nicoletta Verna ha saputo dipingere un’Italia lacerata, dove anche nelle tenebre più fitte si manifesta una speranza tenace e indomita.
Premi speciali alla carriera e per economia e società
Oltre al riconoscimento letterario, il Premio Sila 2025 ha conferito il Premio alla carriera alla scrittrice Nadia Fusini, mentre la sezione Economia e Società è andata alla saggista e giornalista Paola Caridi con il volume “Il gelso di Gerusalemme. L’altra storia raccontata dagli alberi”, apprezzato per il suo contributo originale e approfondito.