Cosenza punta sul turismo culturale ma il Castello resta chiuso

L'afflusso di visitatori cresce, ma il simbolo cittadino è ancora inaccessibile: il Comune cerca soluzioni temporanee per rilanciare il borgo antico

Cosenza si conferma una meta sempre più attrattiva dal punto di vista culturale, con un flusso turistico in costante aumento, trainato soprattutto dalla presenza di opere d’arte lungo l’isola pedonale e dall’area commerciale ricca di negozi e locali. Tuttavia, il Castello Normanno-Svevo, uno dei simboli più rappresentativi della città, risulta ancora chiuso, privando il borgo antico del suo cuore pulsante.

Negli ultimi anni, chi arriva a Cosenza si lascia catturare dal fascino del museo all’aperto Bilotti, realizzato grazie alle donazioni della nota famiglia, e dal connubio tra arte contemporanea e vivacità urbana offerta dalla zona moderna. Ma spesso si tratta di un turismo “mordi e fuggi”, con visitatori che non si trattengono abbastanza a lungo per esplorare a fondo l’identità storica della città.

Il nodo del Castello e il bando deserto

L’amministrazione comunale, guidata da Franz Caruso, ha provato a rilanciare il Castello pubblicando un nuovo bando di gestione, dopo il fallimento del precedente andato deserto. Tuttavia, la procedura sembra essersi arenata, e a distanza di mesi la struttura resta chiusa, con un lucchetto che scoraggia chiunque provi a visitarla.

Nonostante le difficoltà, da Palazzo dei Bruzi trapela un cauto ottimismo: si stanno valutando soluzioni temporanee per garantire, almeno in parte, la fruibilità del sito, come l’eventuale coinvolgimento delle guide turistiche autorizzate o la riapertura per eventi speciali e visite su prenotazione, in collaborazione con tour operator. L’obiettivo è non spezzare il legame tra il Castello e l’offerta turistica cittadina, in attesa dell’aggiudicazione definitiva della nuova gestione.

Un’offerta culturale sempre più ampia

Nel frattempo, la città si prepara a un’estate ricca di eventi musicali e artistici, con un cartellone che prenderà forma già da giugno e proseguirà fino a settembre. Le stagioni culturali diventano così un punto di forza della strategia attrattiva, pensata per trattenere i turisti più a lungo e offrire esperienze diversificate.

Il centro storico, con il Duomo, il Teatro Rendano, le biblioteche, Palazzo Arnone e la Villa Vecchia, continua a essere un polo culturale di grande valore, che dialoga in modo armonico con la zona moderna, grazie a piazze, piste ciclopedonali e il Mab (Museo all’aperto Bilotti).

Una città tra passato e futuro

Cosenza si gioca il suo futuro turistico su più livelli, cercando di equilibrare l’eredità storica con le esigenze contemporanee. Per raggiungere una piena maturità nel settore, però, è indispensabile restituire il Castello alla cittadinanza e ai turisti: un tassello fondamentale per completare il percorso culturale che lega la parte nuova alla memoria antica della città.

Una visita al borgo senza entrare nel Castello lascia l’esperienza incompleta, e l’impegno dell’amministrazione è ora volto a evitare che questo patrimonio resti inaccessibile ancora a lungo.

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