Schede contese e accuse incrociate: il caso Gentile-Scutellà finisce in Procura

La decadenza della deputata Cinquestelle e l’elezione del forzista Andrea Gentile diventano oggetto d’indagine della magistratura di Cosenza

La battaglia per un seggio parlamentare nel collegio cosentino si trasforma in un’indagine giudiziaria. Al centro dello scontro, che ha travalicato i confini della giunta per le elezioni della Camera, ci sono Andrea Gentile (Forza Italia) e Elisa Scutellà (Movimento Cinquestelle).

Dopo una lunga e controversa verifica dei voti, la Giunta di Montecitorio aveva decretato la decadenza della Scutellà e l’ingresso del forzista Gentile. Ma ora la Procura di Cosenza, guidata da Vincenzo Capomolla, ha aperto un fascicolo, ottenendo dalla Camera tutta la documentazione, comprese le circa 400 schede contestate che hanno ribaltato il primo risultato delle urne.

L’indagine nasce da un esposto della stessa Scutellà, inizialmente presentato alla Procura di Roma e successivamente trasferito per competenza territoriale in Calabria. L’obiettivo è fare chiarezza su presunte irregolarità riscontrate durante lo scrutinio e il successivo riconteggio a campione, che aveva premiato Gentile.

La vicenda è strettamente legata alla rinuncia al seggio da parte di Anna Laura Orrico (M5S), che aveva aperto la porta in Parlamento a Scutellà come prima dei non eletti. Il ricorso promosso dall’avvocato Oreste Morcavallo, per conto di Gentile, aveva portato la giunta a riesaminare i voti: il risultato del controllo ha sancito il passaggio di consegne, alimentando una feroce polemica politica tra centrodestra e Cinquestelle.

Il caso ha avuto un’eco mediatica rilevante, con l’intervento diretto anche del leader pentastellato Giuseppe Conte. Ora la magistratura dovrà verificare se le schede oggetto del riconteggio siano state scrutinate correttamente o se vi siano state manomissioni tali da compromettere l’esito elettorale.

Scutellà e i Cinquestelle parlano apertamente di «furto di democrazia». Durissime le parole di Anna Laura Orrico, secondo cui «questa ingiustizia ha dei responsabili». E l’attenzione è ora rivolta agli sviluppi giudiziari.

Dal canto suo, Andrea Gentile si dice favorevole all’azione della magistratura: «Ho io stesso chiesto un approfondimento per chiarire le gravi anomalie riscontrate durante lo scrutinio. È il momento di porre fine anche alla campagna diffamatoria che mi ha colpito».

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