L’Alta velocità rimane al palo: rallenta la Salerno-Reggio Calabria

La Corte dei conti boccia i trasporti del Pnrr: solo il 3,54% speso per l’alta velocità nel Sud. E il tracciato resta incerto. Tutte le responsabilità del Ministro ai Trasporti, il leghista Salvini

La tratta ferroviaria ad alta velocità tra Salerno e Reggio Calabria si conferma uno dei grandi nodi irrisolti del Pnrr. Secondo l’ultima relazione semestrale della Corte dei conti, il settore dei trasporti presenta il più basso tasso di realizzazione tra le misure del Piano nazionale di ripresa e resilienza, con un avanzamento complessivo fermo al 13%.

Tra i quattro obiettivi ferroviari in ritardo, spicca proprio quello relativo alla linea ad alta velocità nel Sud, sotto la responsabilità del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti guidato da Matteo Salvini. La Corte evidenzia che, a fronte di un’attivazione di spesa prevista all’8%, il dato effettivo si attesta a un modesto 3,54%.

A rallentare l’intervento sono state soprattutto “complessità esecutive di media intensità”, attribuite a fattori geologici imprevedibili e criticità esterne ai piani di lavoro di Rfi. Lo stesso Ministero segnala problemi operativi che rischiano di allungare ulteriormente i tempi. Tuttavia, i magistrati contabili puntualizzano che si tratta di opere strutturalmente complesse, e che l’amministrazione ha già chiesto modifiche da sottoporre alla Commissione europea in vista della prossima revisione del Pnrr.

Il ritardo accumulato è evidente: i dati si riferiscono solo ai tratti attualmente in esecuzione, cioè fino a Romagnano, mentre per il proseguimento dell’opera fino a Reggio Calabria mancano ancora oltre 18 miliardi di euro, come indicato nell’allegato “Strategie per le infrastrutture, la mobilità e la logistica” al Documento di finanza pubblica 2025.

Non è stata ancora presa una decisione definitiva nemmeno sul tracciato tra Praia a Mare e Reggio: resta da sciogliere il dubbio tra la linea centrale e quella costiera. Un’incertezza che pesa ulteriormente sul futuro dell’opera.

Il malcontento politico non si è fatto attendere. Raffaella Paita, presidente dei senatori di Italia Viva, ha definito la situazione una «debacle», accusando direttamente il vicepremier: «Il settore dei trasporti, guarda caso sotto la responsabilità di Salvini, è un buco nero. Maggiormente colpiti sono il Sud e la Liguria. La sua retorica sui sabotaggi e i cantieri non regge più davanti alla realtà dei fatti».

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