Commercio ambulante a Cosenza: tra abusivismo diffuso e mancanza di regole

Senza controlli e programmazione, il settore è in crisi. I coltivatori diretti costretti a spostarsi tra degrado e abbandono

Il commercio ambulante a Cosenza versa in uno stato di totale disordine. L’assenza di una seria programmazione, la mancanza di controlli e il dilagare dell’abusivismo stanno minando le fondamenta di un comparto che, per decenni, ha rappresentato una risorsa economica e sociale per la città. Lo scrive oggi Gazzetta del Sud.

Irregolarità diffuse e controlli assenti

In città, numerosi venditori ambulanti operano fuori da ogni regola, occupando angoli e incroci urbani dove sarebbe vietato sostare per motivi di sicurezza stradale. Questa situazione è favorita da un atteggiamento permissivo da parte dell’amministrazione comunale e della polizia locale, che spesso sembrano ignorare le infrazioni, lasciando campo libero a chi opera in modo irregolare.

I mercatini settimanali, come quello di via Popilia il lunedì e di piazza Amendola il venerdì, sono esempi evidenti di disordine. Qui, le irregolarità sono la norma e i controlli praticamente assenti. Molti venditori sarebbero disposti a regolarizzare la propria posizione, ma l’assenza di bandi e di un piano strutturato ostacola ogni tentativo di legalità.

Il caso dei coltivatori diretti

Emblematica è la vicenda dei coltivatori diretti, un tempo ospitati nel mercato sotto il ponte Mancini. Quell’area era diventata un punto di riferimento, soprattutto nei fine settimana. Ma la sua chiusura per motivi di sicurezza ha costretto i venditori a trasferirsi nel terminal bus di Vaglio Lise, una zona difficilmente accessibile per molti cittadini, specie anziani e casalinghe.

La nuova sistemazione si è rivelata fallimentare: vendite scarse, degrado e abbandono hanno portato i coltivatori a ritirarsi e tornare informalmente nell’area di piazza Amendola, nei pressi del cinema-teatro Italia. Qui, ogni mattina vendono i loro prodotti, in attesa di tempi migliori e di una nuova sede idonea.

Progetti annunciati ma mai realizzati

La struttura di Città Duemila-San Vito, chiusa da anni e al centro di un contenzioso tra Comune e Camera di Commercio, rappresenta un’altra occasione mancata. Doveva essere una nuova sede per il commercio ambulante, ma non è mai stata riaperta.

Anche la Consulta commercio, istituita mesi fa presso Palazzo dei Bruzi, ha affrontato più volte il tema del disordine che affligge il settore. Tuttavia, le proposte emerse durante le riunioni non hanno prodotto alcun risultato concreto.

Si parlava di bandi per regolamentare i venditori dei mercatini rionali, da pubblicare dopo la Fiera di San Giuseppe, ma quegli annunci sono rimasti lettera morta. Il processo di regolarizzazione si è arenato e oggi nessuno sembra più interessato ad affrontare seriamente la questione.

Un settore abbandonato a sé stesso

La situazione attuale evidenzia un progressivo abbandono del settore ambulante da parte delle istituzioni locali. Chi opera rispettando le regole si sente penalizzato, mentre gli abusivi prosperano indisturbati. Senza una strategia chiara, controlli sistematici e azioni concrete, il commercio ambulante rischia di scomparire o di trasformarsi definitivamente in un’attività fuori controllo, a danno della legalità e del decoro urbano.

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