La vendita del ramo Tpl di Amaco continua ad essere un tema irrisolto. Dopo la scadenza del termine per la presentazione delle offerte, fissato per ieri alle 13, è emerso che nessuna proposta è arrivata per l’acquisto del ramo di azienda, comprensivo della partecipazione alla Società Cometra. Nonostante l’asta fosse prevista per questa mattina, l’appuntamento è stato annullato, confermando che, per l’ennesima volta, il bando è andato deserto.
Il prezzo di vendita del ramo Tpl era stato fissato in 4 milioni e 275mila euro, con una offerta minima ammissibile di 3.206.943,56 euro. Purtroppo, nessun acquirente si è fatto avanti, segnando un nuovo capitolo negativo per la vicenda. Questo è il quarto tentativo di vendita, dopo che i precedenti tre, pubblicati con modalità diverse (due per il fitto e uno per la vendita), non avevano portato a nulla di concreto. In particolare, il secondo bando, risalente ai primi di gennaio, aveva visto l’unica offerta del Consorzio Autolinee Tpl, ma questa fu bocciata dal curatore fallimentare, Fernando Caldieri, a causa di criticità sindacali.
Il terzo tentativo, pubblicato successivamente, aveva portato all’accettazione di un’offerta da parte del Consorzio Autolinee, ma quest’ultimo si è visto costretto a fare un passo indietro, a causa dell’opposizione sindacale, che ha reso impossibile l’accordo. Dopo questi fallimenti, il curatore ha deciso di prorogare l’esercizio provvisorio dell’Amaco fino al 30 settembre 2025 e ha lanciato un nuovo bando con l’obiettivo di vendere definitivamente il ramo Tpl.
Caldieri ha già annunciato che procederà con altri tentativi di vendita, ma questa volta con prezzi ribassati, sperando che si faccia avanti qualche possibile acquirente. Tuttavia, il futuro di Amaco resta incerto, e il tempo stringe, con la scadenza fissata per la fine di settembre.
Nel frattempo, il silenzio delle istituzioni regionali non fa che aumentare le difficoltà. Nonostante le ripetute richieste di incontro da parte delle sigle sindacali, come la Cgil e la Filt, la Regione Calabria non ha ancora risposto alle sollecitazioni. L’ultima lettera in merito risale a metà marzo, ma fino ad oggi non è arrivata alcuna risposta dalle autorità competenti. Questo silenzio istituzionale è stato accolto con crescente disagio dai lavoratori e dai rappresentanti sindacali, che ora pensano di organizzare iniziative di protesta per sollecitare l’intervento delle istituzioni e risolvere la crisi in atto.