La donazione degli organi rappresenta un atto di vita che può salvare molte altre vite, ma in Calabria, come in molte altre regioni del Sud, il cammino verso la solidarietà e la consapevolezza di questo gesto è ancora lungo. La mancanza di una cultura del dono è una delle principali cause che alimentano la difficoltà di reperire organi, con oltre la metà dei potenziali donatori che si oppone al prelievo. Di conseguenza, la fila dei pazienti in attesa si allunga, creando una realtà che sembra non finire mai.
Tuttavia, segni di cambiamento si stanno registrando, specialmente nei piccoli centri della regione. Secondo il report del Centro nazionale trapianti (Cnt), che ha analizzato i dati delle dichiarazioni di volontà alla donazione di organi e tessuti, la Calabria sta lentamente cambiando passo. Il report ha preso in considerazione le dichiarazioni fatte durante il rinnovo delle carte d’identità nel 2024 in oltre 7.000 comuni italiani.
In cima alla classifica calabrese c’è Bagnara Calabra, un piccolo comune della provincia di Reggio Calabria, che si distingue per la sua generosità nella donazione degli organi. Con una percentuale di 100% di consensi (498 sì su 498 dichiarazioni), il comune reggino ha ottenuto il primo posto nella regione, pur con una percentuale di astenuti molto alta, che ha raggiunto il 49,4%. Sul podio seguono Scilla e Cellara, entrambi situati in provincia di Reggio e Cosenza, rispettivamente.
Complessivamente, però, la Calabria si trova ancora penultima a livello nazionale per quanto riguarda il tasso di consensi alla donazione. Nel 2024, la regione ha registrato circa 82.000 dichiarazioni di volontà, con un tasso di consensi del 55,1%, mentre 44,9% si sono dichiarati contrari e il 48,5% si è astenuto. A livello nazionale, la media si attesta al 63,7% di sì, con un 36,3% di no e un 42,2% di astenuti, indicando che la Calabria è ancora distante dai numeri più alti.
Nonostante i segnali positivi, la Calabria rimane una delle regioni dove la cultura della donazione è meno radicata, e i dati evidenziano la necessità di un cambio di mentalità profondo, che possa portare a una maggiore sensibilizzazione della popolazione. Solo con una maggiore consapevolezza e partecipazione, infatti, sarà possibile migliorare questi numeri e, di conseguenza, salvare più vite.