Sanità in Calabria: emergenze, riforme e il progetto degli ambulatori virtuali

Tra carenze strutturali e nuove iniziative, la sanità calabrese cerca di affrontare le sue storiche criticità. L’Asp accelera su riorganizzazione territoriale e innovazione digitale

La sanità calabrese continua a essere segnata da emergenze croniche che rendono difficile garantire cure tempestive e adeguate ai cittadini. I Pronto soccorso sono spesso sovraffollati, con pazienti che vi accedono non solo per reali emergenze, ma anche per ovviare alla carenza di servizi territoriali. Nei reparti di degenza, la disponibilità di posti letto è limitata, rendendo complicato l’accesso alle cure per chi ne ha bisogno.

A queste difficoltà si aggiunge la fuga dei medici, sia giovani che specializzati in emergenza-urgenza. Molti preferiscono trasferirsi altrove, mentre i più anziani lasciano il servizio con il pensionamento. Per cercare di risolvere il problema, il governatore e commissario alla sanità Roberto Occhiuto ha chiesto lo stato di emergenza, così da poter accelerare la costruzione di nuovi ospedali senza le lungaggini della burocrazia.

I nuovi ospedali e la riforma dell’assistenza territoriale

Uno dei primi nuovi ospedali a entrare in funzione potrebbe essere quello della Sibaritide. Il direttore generale dell’Asp, Antonello Graziano, ha annunciato che già nel 2025 verranno trasferiti alcuni reparti, mentre il Pronto soccorso e il laboratorio analisi saranno operativi entro il 2026.

Parallelamente, si lavora a una riorganizzazione dell’assistenza sanitaria territoriale. Tra le principali misure previste c’è il prolungamento dell’orario delle Aggregazioni funzionali territoriali (Aft), che passerà dalle attuali 8-20 alle 8-24. Questo permetterà ai medici di medicina generale di gestire i codici minori anche nelle fasce orarie più critiche, riducendo la pressione sui Pronto soccorso.

Ambulatori virtuali: la sanità digitale per i piccoli borghi

Uno dei problemi più gravi della sanità calabrese è l’isolamento dei piccoli Comuni, spesso privi di medici e strutture sanitarie adeguate. In molti centri abitati con meno di 5.000 abitanti, l’assistenza medica è un lusso che si scontra con infrastrutture carenti e distanze proibitive.

Per colmare questo divario, nasce il progetto degli ambulatori virtuali, che partirà nell’estate 2025 in tre comuni pilota: Bocchigliero, Campana e Longobucco. L’idea è quella di utilizzare tecnologie avanzate e intelligenza artificiale per garantire assistenza sanitaria a distanza.

Gli infermieri, adeguatamente formati, saranno in contatto diretto con i medici di riferimento e con la centrale del 118, pronta a intervenire con elicotteri o automediche in caso di emergenza. Nel caso di Bocchigliero, uno dei comuni più isolati, sarà anche presente un medico in sede per garantire un servizio più completo.

I finanziamenti per questo progetto sono già stati individuati nei fondi extra-bilancio, recuperati grazie a una migliore gestione delle risorse sanitarie.

Nuove linee guida per le emergenze dopo la tragedia di Serafino Congi

Dopo il drammatico caso di Serafino Congi, morto per un ritardo nei soccorsi, l’Asp ha deciso di modificare il protocollo di emergenza-urgenza. Verrà introdotta la figura di uno specialista reperibile per il Pronto soccorso, che potrà sostituire il medico di turno quando quest’ultimo deve accompagnare un paziente su un’ambulanza non medicalizzata.

In questo modo, si eviterà di lasciare sotto organico il reparto e si garantirà un intervento rapido per i pazienti con patologie tempo-dipendenti.

Verso una sanità più efficiente e accessibile

La sanità calabrese è a un bivio cruciale: da un lato, le difficoltà storiche che hanno spinto molti professionisti ad abbandonare la regione, dall’altro, una serie di riforme e investimenti mirati per migliorare l’accesso alle cure.

I nuovi ospedali, le Aggregazioni funzionali territoriali estese fino a mezzanotte, gli ambulatori virtuali nei piccoli centri e le nuove linee guida per le emergenze rappresentano passi concreti verso un sistema più efficiente. Resta da vedere se queste misure saranno sufficienti a colmare il divario con il resto d’Italia e a restituire ai cittadini una sanità pubblica degna di questo nome.

Subscribe
Notificami
guest
0 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati
Inline Feedbacks
View all comments

Articoli correlati

Da Firenze, il delegato Crui e rettore dell’Unical lancia una visione per gli atenei: formare...
Il 20 marzo l’Ateneo apre le porte alla cittadinanza per la Giornata Nazionale delle Università...
I sindacati: "servono soluzioni concrete per scongiurare gli ammortizzatori sociali e rilanciare il progetto industriale"...

Altre notizie

Altre notizie