L’aumento del canone unico patrimoniale per l’occupazione del suolo pubblico a Cosenza scatena polemiche. I consiglieri comunali di opposizione, tra cui Francesco Caruso, Francesco Cito, Giuseppe D’Ippolito, Alfredo Dodaro, Francesco Luberto, Ivana Lucanto, Antonio Ruffolo, Francesco Spadafora e Michelangelo Spataro, criticano duramente la decisione della Giunta guidata dal sindaco Franz Caruso, accusandola di non fornire alcuna giustificazione per i rincari.
Il provvedimento, approvato il 27 dicembre 2024, prevede un aumento significativo dei costi per tutte le tipologie di occupazione, dai dehors dei locali ai passi carrabili, dai chioschi ai cantieri edili. Il rincaro più evidente riguarda i pubblici esercizi, con il canone per la concessione permanente del suolo pubblico che passa da 12 a 125 euro al metro quadro, mentre per i dehors si arriva a 250 euro al metro quadro. Ciò significa che un’attività con uno spazio esterno di 10 metri quadri pagherà 1.250 euro all’anno, rispetto ai precedenti 120 euro.
Anche i passi carrabili subiscono un raddoppio della tariffa, mentre i lavori edili vedono il canone passare da 47 a 250 euro al metro quadro. Secondo i consiglieri di minoranza, si tratta di un aumento sconsiderato che potrebbe soffocare le piccole e medie imprese locali, in particolare quelle situate nell’isola pedonale, dove bar e ristoranti fanno ampio uso di tavolini e dehors.
L’opposizione accusa il sindaco Caruso di non fornire spiegazioni concrete e di adottare il silenzio come metodo di governo. “L’amministrazione continua a giustificarsi attribuendo ogni problema alla gestione precedente, senza mai assumersi la responsabilità delle proprie scelte”, dichiarano i consiglieri.
Secondo i rappresentanti della minoranza, l’aumento del canone spingerà ulteriormente i cittadini e le attività economiche a trasferirsi a Rende, impoverendo il tessuto economico locale. Per questo motivo, hanno chiesto che la nuova tariffazione venga applicata in modo progressivo, evitando un impatto immediato e drastico sulle attività commerciali.