Continuano le indagini sul caso dei due fratellini ricoverati a Cosenza per presunti maltrattamenti. I Carabinieri della Compagnia di Paola hanno sequestrato i telefoni cellulari della madre, del compagno e della nonna materna, alla ricerca di prove utili a chiarire la vicenda.
Le misure cautelari già adottate sono severe: la madre è stata sottoposta al braccialetto elettronico con avvicinamento di ai figli, provvedimento che riguarda anche la nonna, mentre il compagno della donna è stato arrestato e condotto in carcere.
Le accuse contro il patrigno: violenze ripetute sui bambini
L’uomo, un 34enne con precedenti legati al mondo della criminalità e della droga, è accusato di aver procurato in diversi momenti fratture e lesioni ai due bambini, di appena due e tre anni e mezzo. Se le accuse verranno confermate, si tratterebbe di reati di estrema gravità.
Il passato del 34enne è segnato da episodi violenti: anni fa è scampato a un tentativo di omicidio da parte di un cugino, mentre recentemente si era avvicinato ad ambienti criminali, con legami familiari che riconducono all’ex boss Mario Serpa. Il suo profilo social mostra il simbolo anarchico della “A” cerchiata, a conferma di una personalità controversa. Oggi dovrà comparire davanti al Gip per l’udienza di convalida.
L’intervento del Garante per l’infanzia: “Una società che deve interrogarsi”
Sul caso è intervenuto Antonio Marziale, Garante per l’infanzia e l’adolescenza della Calabria, denunciando la gravità della situazione: “Il quadro che sta emergendo è aberrante, con un patrigno che nasconde le proprie frustrazioni dietro un’educazione rigida e necessaria, e una nonna che diventa complice”.
Secondo Marziale, le percosse subite dai bambini avrebbero dovuto essere notate prima: “Botte e strattoni lasciano segni, eppure nessuno – prima dei medici – era riuscito a vederli. È inaccettabile che una madre rimane in silenzio davanti al dolore dei propri figli”.
Il Garante sottolinea come l’indifferenza o la paura di avere portato a questa drammatica omissione: “Sembra che questi bambini siano vissuti nella giungla, senza che nessun adulto abbia mai intuito il loro dramma. Questo ci impone una riflessione profonda sulla nostra società”.
Giustizia per i bambini: prima le loro sofferenze, poi le attenuanti
Marziale conclude il suo intervento ricordando che, pur riconoscendo a tutti il diritto alla difesa, è essenziale dare priorità al benessere delle vittime: “Davanti all’accertamento delle responsabilità, chi applica la legge deve valutare prima le sofferenze dei bambini e solo dopo le eventuali attenuanti per i colpevoli”.
Conclusioni
Il caso dei due fratellini maltrattati in Calabria riaccende i riflettori sulla tutela dei minori e sulla necessità di maggiore vigilanza da parte della società. Le indagini proseguono per ricostruire con esattezza il quadro degli abusi, mentre le istituzioni invitano alla responsabilità collettiva, affinché episodi simili non possano più accadere.