Si chiude il processo legato all’inchiesta “Passepartout” per intervenuta prescrizione o per l’abolizione del reato. Il Tribunale collegiale di Catanzaro ha stabilito il non doversi procedere nei confronti di 15 imputati, tra cui Mario Oliverio, ex presidente della Regione Calabria, e Nicola Adamo, ex consigliere regionale. L’indagine riguardava presunti illeciti nella gestione di bandi di gara pubblici, ma il tempo trascorso e le modifiche normative hanno portato alla chiusura del procedimento.
Il provvedimento coinvolge anche Luigi Incarnato (ex commissario Sorical), Luigi Giuseppe Zinno (ex direttore generale dei Lavori Pubblici), Giuseppe Lo Feudo (ex direttore generale di Ferrovie della Calabria) e diversi imprenditori e dirigenti regionali. Le accuse principali riguardavano abuso d’ufficio, frode nelle pubbliche forniture, turbativa d’asta, attentato al pubblico trasporto e corruzione. Tuttavia, in fase processuale l’accusa di associazione per delinquere era già stata esclusa.
L’inchiesta si concentrava su presunte irregolarità nei bandi relativi alla costruzione del nuovo ospedale di Cosenza, alla metropolitana di superficie, al Museo di Alarico e al ripristino della ferrovia turistica della Sila. Gli investigatori avevano raccolto intercettazioni telefoniche e ambientali, oltre a perizie tecniche e documenti. Nonostante il rinvio a giudizio degli imputati avvenuto il 21 luglio 2020, il processo ha subito continui rallentamenti. Solo a gennaio 2023 è iniziato formalmente il dibattimento, mentre il 9 gennaio 2024 il collegio giudicante ha ammesso le prove richieste dalle parti.
Nel corso del 2024, però, il Tribunale ha subito modifiche nella composizione dei giudici prima ad aprile e poi a settembre, causando ulteriori ritardi. Durante una delle ultime udienze, alcuni difensori hanno chiesto il proscioglimento dei loro assistiti, evidenziando che i reati contestati non sono più previsti dall’ordinamento giuridico a seguito dell’abolitio criminis dell’abuso d’ufficio. Nell’ultima udienza, i giudici hanno quindi dichiarato l’estinzione per prescrizione o l’assoluzione per l’abolizione del reato.
Con questa decisione, l’inchiesta “Passepartout” si conclude definitivamente, senza condanne e con un’archiviazione determinata sia dai tempi processuali sia dai cambiamenti normativi.