La costruzione del nuovo ospedale di Cosenza continua ad essere al centro di un acceso dibattito politico e amministrativo, tra annunci, ritardi e polemiche. Il progetto dell’hub ospedaliero sembra essere bloccato tra burocrazia e scontri istituzionali, con continui spostamenti di sede e nessuna certezza sui tempi di realizzazione. Inizialmente previsto a Vaglio Lise, il progetto è stato successivamente trasferito in contrada Rocchi , nei pressi dell’Università della Calabria, suscitando reazioni contrastanti da parte delle autorità locali.
L’ultimo aggiornamento ufficiale è arrivato dal presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto , che in occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico dell’Unical ha dichiarato che entro fine anno si procederà alla progettazione tecnico-economica di fattibilità, con l’obiettivo di avviare i lavori entro la fine del 2025. tuttavia, il sindaco di Cosenza, Franz Caruso , ha espresso scetticismo, denunciando il rischio di un nuovo “annuncio privo di contenuti concreti”.
Nel frattempo, i cittadini continuano a fare i conti con una sanità inefficiente , tra lunghe attese per visite ed esami e strutture non adeguate alle esigenze del territorio. Il Partito Democratico ha deciso di riaccendere il dibattito organizzando un incontro pubblico dal titolo significativo: “Sanità, il disastro calabrese. Che fine ha fatto il nuovo ospedale di Cosenza? Aspettando Godot…”, previsto per domani, mercoledì 22 gennaio, a Palazzo dei Bruzi. L’evento vedrà la partecipazione del coordinatore della segreteria provinciale Salvatore Giorno , del presidente del Consiglio comunale Giuseppe Mazzuca , e del delegato della segreteria nazionale Carlo Guccione, che ha sottolineato i ritardi accumulati: sono trascorsi oltre due anni dalla delibera comunale che indicava Vaglio Lise come sede, e diciotto mesi dallo studio di fattibilità regionale, senza ancora una decisione definitiva.
Le risorse per la realizzazione del nuovo ospedale sono disponibili grazie a fondi Inail, ma le diatribe politiche tra Comune e Regione continuano a rallentare il processo. Le accuse di campanilismo e mancanza di concretezza dominano il dibattito, mentre il futuro dell’ospedale resta incerto.