Sindaci, sindacati e associazioni di categoria si preparano a scendere in piazza domani, martedì 21 gennaio, a Reggio Calabria per difendere la centrale del Mercure di Castrovillari, considerata un’opportunità di sviluppo economico e ambientale per il territorio. La mobilitazione nasce per tutelare un modello di crescita che non ostacoli il nascente sviluppo turistico del Geoparco del Pollino, un’area che negli ultimi anni ha registrato un incremento significativo di presenze e occupazione, soprattutto nei settori dell’accoglienza e degli sport all’aria aperta.
Le due posizioni a confronto
Da un lato, i promotori della manifestazione sostengono che la centrale del Mercure rappresenta una risorsa per la Valle del Mercure, garantendo posti di lavoro e sostenibilità ambientale, grazie ai dati e certificazioni rilasciati dall’Arpacal , che attestano il rispetto delle normative vigenti. Dall’altro, le opposizioni, guidate in particolare dal consigliere regionale Ferdinando Laghi, evidenziano i vincoli imposti dal Piano del Parco del Pollino , che prevederebbero una riduzione della capacità dell’impianto da 41 a 10 megawatt, per limitare l’impatto ambientale sull’impianto zona protetta.
La questione è stata discussa in Commissione regionale, con particolare attenzione all’abolizione della cosiddetta “Norma Laghi” , una regolamentazione che non trova consenso nel Governo centrale e tra alcune forze della maggioranza regionale. La vicenda, però, non si limita all’aspetto economico, ma si inserisce in un più ampio contesto di equilibri politici tra centrodestra e centrosinistra, che coinvolgono anche la nomina del nuovo presidente del Geoparco del Pollino, in attesa di un accordo tra Calabria e Basilicata.
Le posizioni dei sindacati e delle istituzioni locali
Secondo Sergio Strazzulli, segretario provinciale della Federazione agroalimentare dell’Ugl di Cosenza, la questione delle aree protette è di competenza statale e, pertanto, la normativa regionale sarebbe in contrasto con le disposizioni nazionali. Strazzulli sottolinea come l’intervento del Governo per l’eliminazione della norma possa garantire la continuità operativa dell’impianto, assicurando occupazione e sviluppo locale.
A supporto della centrale si schierano i sindaci di quindici comuni calabresi e lucani, il Parco e il Gal Pollino, nonché le associazioni imprenditoriali ei consorzi boschivi, che vedono nell’impianto un volano per il lavoro, coinvolgendo circa 1.500 persone, tra occupazione diretta e indotto.
Verso un nuovo modello di sviluppo sostenibile
L’Ugl sostiene la necessità di un modello di sviluppo ecocompatibile, che tiene conto delle specificità territoriali e delle esigenze delle famiglie coinvolte nel ciclo produttivo. L’idea avanzata è quella di trasformare il sito del Mercure in un polo strategico per la creazione di una “Filiera del legno”, capace di collegare Cosenza all’intera Calabria e alle regioni limitrofe, generando nuove opportunità economiche nel pieno rispetto dell’ambiente .
La manifestazione di Reggio Calabria rappresenta un momento cruciale per il futuro della centrale del Mercure e per le prospettive di manifestazione dell’area. Il confronto tra tutela ambientale e crescita economica resta aperto, con istituzioni e cittadini chiamati per trovare un equilibrio tra le esigenze del territorio e la sostenibilità a lungo termine.
