Banco Alimentare bloccato all’ex Comac di Montalto Uffugo: rischio per 40mila famiglie

Generi di prima necessità rimaste nelle celle frigorifere dell'ex area del mercato ortofrutticolo: sfratto e divieto di accesso mettono a rischio l'aiuto alimentare per migliaia di persone in difficoltà

Una situazione di estrema criticità sta coinvolgendo il Banco Alimentare della Calabria, con decine di tonnellate di generi alimentari bloccate nelle celle frigorifere dello stabilimento ex Comac di Montalto Uffugo. Il contratto di affitto, scaduto il 2 dicembre scorso, non è stato rinnovato dalla nuova proprietà, che ha rilevato il complesso dopo un’asta successiva al fallimento dell’ex Consorzio Mercatale. Nonostante il pagamento di un canone maggiorato per coprire il periodo dicembre 2024-gennaio 2025, la nuova gestione ha intimato lo sfratto e negato l’accesso alle associazioni incaricate di ritirare i pacchi alimentari , impedendo di fatto la distribuzione di beni essenziali a decine di migliaia di famiglie in stato di necessità.

Un impatto su larga scala

Il Banco Alimentare, che rappresenta un riferimento per numerosi progetti finanziati da fondi statali ed europei, sostiene in Calabria circa 40mila famiglie, tra cui 500 nuclei solo nel comune di Montalto Uffugo. Il direttore generale Gianni Romeo ha definito la situazione “gravissima”, spiegando come il divieto di accesso alle derrate alimentari rischi di provocare ripercussioni immediate sulla vita di migliaia di persone in difficoltà.

“Non si tratta di una questione di morosità”, ha sottolineato Romeo, evidenziando che il Banco Alimentare ha regolarmente versato un importo di 10mila euro per coprire i canoni arretrati, senza però ricevere alcuna restituzione. “Chiediamo semplicemente tempi ragionevoli per individuare una nuova sede e garantire la continuità del nostro servizio.”

Un servizio essenziale interrotto

Il Banco Alimentare svolge un’attività che non ha scopo commerciale, ma mira ad alleviare il disagio delle fasce più deboli della popolazione. Ogni mese, le associazioni incaricate di ritirare i pacchi alimentari si occupano della distribuzione di generi di prima necessità, un aiuto vitale per migliaia di famiglie. L’impossibilità di accedere ai magazzini dell’ex Comac compromette pesantemente questo sistema di sostegno, con il rischio concreto di lasciare molte famiglie senza supporto alimentare nei prossimi giorni.

Romeo ha inoltre informato i carabinieri della stazione locale e ha preannunciato la presentazione di un esposto al Prefetto, nella speranza di risolvere la vicenda. Tuttavia, senza una soluzione immediata, il futuro della distribuzione alimentare in Calabria appare incerto.

Appello alle istituzioni e alla proprietà

La richiesta del Banco Alimentare è chiara: ottenere una proroga ragionevole per organizzare il trasferimento dei beni e trovare una nuova sede operativa. Si tratta di una misura fondamentale per evitare il collasso di un servizio che rappresenta un punto di riferimento per migliaia di persone. Romeo ha concluso con un appello alla proprietà, sottolineando che non c’è alcuna intenzione di creare conflitti, ma solo la necessità di proteggere chi dipende dal Banco per il proprio sostentamento quotidiano.

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