«A Rende l’aspettativa c’è, è grande ed è collettiva, tra filosofia e realtà»

Pierpaolo Iantorno di RendeSì: «Il Comitato è arrivato al capolinea ed è arrivato il momento di declinarlo in un vero e proprio partito a livello locale»

Da Pierapolo Iantorno di RendeSì, già assessore e punto di riferimenti del Comitato per il No al recente referendum sulla città unica Cosenza, Castrolibero, Rende, riceviamo e integralmente pubblichiamo.

«Il nostro Comitato è arrivato al capolinea come sua genesi. Non perché non abbia più senso ma perché ora deve evolversi per maturità e responsabilità di tutte le componenti. Sì, deve trasformarsi in un soggetto politico forte in rappresentanza di un’espressione popolare che non può e non deve più limitarsi all’opposizione alla fusione».

«Deve motivarsi anche d’altro. Non occorre ritornare sull’argomento della città unica perché bocciato senza appello dal popolo, quello stesso popolo che la classe politica regionalcosentina ha sottovalutato e dato per scontato. Occorre invece, come anticipato da uno di noi, declinare il Comitato in un vero e proprio partito a livello locale in grado di elaborare e condividere una piattaforma programmatica degli obiettivi strategici e delle questioni operative, offrendo una nuova prospettiva sulle istanze e sui bisogni reali della cittadinanza, costituendo un’alternativa ai partiti tradizionali, ormai lontanissimi dai territori, con cui confrontarsi a pieno titolo e alla pari».

«L’esperienza referendaria e, più in generale, di lotta all’autoritarismo regionale deve offrire una lezione di democrazia per tutti anche per correggere e superare un sistema che non consente di eleggere i rappresentanti dei territori ma i nominati delle oligarchie partitiche e di fare politica tra, con e per i cittadini. Un inedito da queste parti. Nel contempo, il nostro Comitato può e deve cancellare la mortificazione dello scioglimento di Rende, rispondere alla necessità di una presenza e di una proposta civica seria, diametralmente opposta a quella finta, egoistica, inconcludente e strumentale conosciuta con le ultime amministrazioni comunali».

«La “nostra” Rende possiede tutto per assolvere a questo ruolo, come peraltro già avvenuto e ripetuto in passato: intelligenze e competenze, capacità innovative, cultura e leadership amministrativa e politica. In questo senso, il nostro Comitato può e deve consentire la formazione della classe dirigente e della squadra di governo cittadino, dimostrare il coraggio delle componenti per allargarsi, diffondersi e attrarre le persone di comune sensibilità e moderazione, sprigionare l’energia positiva di cui la nostra città dispone dopo avere ritrovato unità d’intenti, generosità, lealtà e fiducia reciproca. In aiuto viene la storia, intesa come spirito, con la tesi quale momento di partenza che getta le basi per i successivi, l’antitesi quale momento negativo che mina le basi e la sintesi quale terzo momento finale che costruisce nuove certezze dalle macerie precedenti».

«E c’è il tempo, inteso come dimensione e concezione degli eventi, che è il modo di esistere dell’esistenza e quindi dell’uomo. Per intenderci, noi non possiamo esistere se non nel tempo, e il tempo non potrebbe esistere se non nell’esistenza. La facciamo ancora più facile? Ogni cosa che esiste è soggetta al tempo che passa, e nessuno ne è immune. In conclusione, a ricordare il mio saggio maestro bancario, gli uomini passano e restano attraverso le istituzioni e Rende lo è: a noi la continuazione della sua storia nel tempo. Buon 2025 tenendo sempre a mente che “homo faber fortunae suae”».

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