Cosenza, scandalo “Carta del docente”, alcuni insegnati coinvolti: “Smartphone acquistati per mancanza di pc negli istituti”

Gli insegnanti sostengono di aver agito per necessità, poiché mancavano computer e altri strumenti nei loro istituti, rendendo gli smartphone essenziali per accedere a registri elettronici e ad altre attività didattiche

Alcuni insegnanti coinvolti nell’indagine della Guardia di Finanza di Cosenza sull’uso improprio della Carta del docente si difendono spiegando che la carenza di risorse tecnologiche nelle scuole giustificherebbe l’acquisto di smartphone con i fondi del bonus. Secondo quanto riportato da La Gazzetta del Sud, durante le audizioni presso l’Ufficio procedimenti disciplinari, i docenti avrebbero ammesso di aver speso il denaro per smartphone, nonostante ciò non sia consentito, mentre i tablet lo sono.

Gli insegnanti sostengono di aver agito per necessità, poiché mancavano computer e altri strumenti nei loro istituti, rendendo gli smartphone essenziali per accedere a registri elettronici e ad altre attività didattiche. Ora spetterà all’Ufficio procedimenti disciplinari valutare la fondatezza di tale giustificazione e decidere su eventuali provvedimenti, mentre le audizioni continueranno per alcune settimane.

L’inchiesta, avviata all’inizio del 2023, ha rivelato acquisti di beni non autorizzati, come elettrodomestici, condizionatori e smartphone di ultima generazione. Va ricordato che la Carta del docente, un bonus di 500 euro annui per i docenti di ruolo, è destinata a spese per aggiornamento professionale, come acquisto di libri, hardware, software, corsi di formazione e biglietti per eventi culturali.

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