Il peso dell’inverno demografico sulla Calabria

La regione affronta una crisi demografica e occupazionale che incide profondamente sul futuro economico e sociale e che mettono a forte rischio il futuro della popolazione

L’inverno demografico rappresenta una delle sfide più gravi per la Calabria. Durante la presentazione del Bilancio sociale 2023 dell’Inps Calabria, il direttore regionale Giuseppe Greco ha illustrato i dati preoccupanti sulla decrescita della popolazione e sul suo impatto sul territorio. Al 31 dicembre 2023 , la Calabria contava 1.838.150 abitanti, registrando un calo di 8.460 residenti rispetto all’anno precedente. Inoltre, il 23,9% della popolazione ha più di 65 anni, evidenziando una forte incidenza dell’invecchiamento.

Pil in crescita, ma redditi tra i più bassi d’Italia

Nonostante una crescita del Pil regionale dell’1,2% nel 2023, in linea con la media nazionale, il reddito pro capite calabrese resta il più basso d’Italia. L’occupazione ha mostrato segnali contrastanti: il tasso di occupazione è cresciuto, ma anche il tasso di disoccupazione è aumentato. L’Istat segnala un incremento del tasso di disoccupazione per la fascia 16-64 anni, passato dal 15% nel 2022 al 16,2% nel 2023 , mentre per i giovani tra i 15 ei 29 anni il dato si è aggravato, raggiungendo il 35,2% per i maschi . Per le donne, si osserva un lieve miglioramento, con una rilasciata al 35% rispetto al 37,1% dell’anno precedente.

Contratti precari e occupazione frammentata

Nel 2023 sono state registrate 155mila assunzioni, di cui solo 18,7% a tempo indeterminato, mentre il 53,3% erano contratti a tempo determinato . Gli altri contratti erano di tipo stagionale, in somministrazione o intermittenti. La maggior parte delle assunzioni ha riguardato uomini (62%) e lavoratori italiani (86%). Le cessazioni dei contratti, nello stesso periodo, hanno raggiunto le 144mila, con un forte turnover che penalizza la stabilità occupazionale. Attualmente, la Calabria conta 519mila occupati nella fascia 15-64 anni, con un tasso del 43,5% , ben al di sotto della media nazionale del 61,5% .

Le differenze provinciali

A livello provinciale, Catanzaro registra il tasso di occupazione più alto ( 52,3% ), seguito da Cosenza ( 44,5% ), Vibo Valentia ( 44% ), Reggio Calabria ( 41,3% ) e Crotone ( 40,3 % ). Tuttavia, preoccupa il dato sull’inattività, che coinvolge 542mila persone, con punte superiori al 53% nella provincia di Crotone. Anche il lavoro femminile presenta criticità significative. Solo il 39,8% delle donne nella fascia 35-49 anni risulta occupato, contro il 66% della media nazionale . Per gli uomini, il dato è leggermente migliore, ma comunque distante dalla media italiana: il 72,2% nella fascia 35-49 anni contro l’ 86,7% nazionale.

Le prestazioni dell’Inps Calabria

Nonostante il quadro complessivo negativo, il rapporto evidenzia l’efficienza dell’Inps Calabria, posizionata tra le prime tre regioni per produttività. Tempi rapidi di definizione delle pratiche e una detta del contenzioso giudiziario dimostrano una gestione efficace delle prestazioni previdenziali.

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