Il Partito Democratico di Cosenza ha deciso di fare un passo importante verso la fusione dei comuni di Cosenza, Rende e Castrolibero, affidando il coordinamento dei Comitati per il “Sì” a Giacomo Mancini, figura politica di spicco e discendente di una storica famiglia calabrese. La nomina, annunciata dalla segreteria provinciale del PD guidata da Vittorio Pecoraro, sottolinea l’importanza di questa iniziativa, che mira a cambiare radicalmente il futuro dell’area urbana cosentina.
La fusione dei tre comuni è vista come un progetto che potrebbe portare alla nascita di una delle città più rilevanti del Mezzogiorno, con significative ricadute economiche e sociali per il territorio. La sinistra cosentina, da anni sostenitrice dell’idea, intende coinvolgere attivamente i cittadini in questa consultazione, considerata essenziale per il futuro della regione.
La scelta di Giacomo Mancini come coordinatore dei Comitati per il “Sì” non è casuale. Con una lunga carriera politica alle spalle, che include un passato da deputato e l’attuale ruolo di dirigente regionale del PD, Mancini rappresenta un punto di riferimento solido per il partito. Il suo legame storico e politico con il progetto della città unica lo rende la persona ideale per guidare questo delicato processo, che non coinvolge solo gli elettori del PD, ma si rivolge a tutta la comunità, compresi coloro che si sono allontanati dal partito o provengono da percorsi politici differenti.
Questa iniziativa del PD non si limita a un’operazione di partito, ma mira a coinvolgere l’intera area urbana, cercando di ampliare il consenso e favorire un confronto aperto e inclusivo. La fusione di Cosenza, Rende e Castrolibero potrebbe dare vita a una nuova realtà urbana, con un impatto significativo sullo sviluppo del territorio e sulle politiche locali.
La segreteria provinciale del PD ha sottolineato che questo è solo l’inizio di un percorso che vedrà un forte impegno del partito per informare e sensibilizzare i cittadini sul progetto, puntando a una partecipazione attiva e consapevole al referendum.