Secondo un report di Libera, il cybercrime, in particolare gli attacchi ransomware, è in forte aumento, accentuato dagli effetti della pandemia. Nel 2023, l’Agenzia per la Cyber Security Nazionale ha registrato oltre 100.000 attacchi contro infrastrutture critiche italiane, con un incremento del 25% delle denunce di cybercrime, evidenziando l’importanza di protezioni robuste e di una maggiore consapevolezza sulla sicurezza informatica. La maggior parte degli attacchi proviene da fonti esterne all’Italia, rendendo cruciale la cooperazione internazionale.
Il profilo del cybercriminale medio è quello di un giovane, altamente specializzato, prevalentemente dall’Europa dell’Est o dall’Estremo Oriente, che operano attraverso il dark web. I riscatto vengono spesso richiesti in bitcoin, rendendo difficile l’identificazione degli estorsori e complicando ulteriormente la collaborazione internazionale. In Calabria, la situazione è particolarmente allarmante.
Nel 2023, le truffe e le frodi informatiche hanno registrato un totale di 7.291 reati, segnando un aumento del 6,7% rispetto all’anno precedente. Nella provincia di Cosenza il maggior numero di casi, con 2.343 casi, seguita da Reggio Calabria con 2.231 e Catanzaro con lo stesso numero di reati. In termini di percentuale, Vibo Valentia ha riportato il più significativo incremento, con un aumento del 14% rispetto al 2022. Al contrario, si osserva una diminuzione dei reati legati in Calabria, nel 2023, sono stati registrati 628 reati, in calo rispetto ai 795 del 2022.