Sequestrati autovelox non a norma in Calabria: possibile annullamento delle multe

Numerosi automobilisti calabresi stanno richiedendo assistenza legale dopo il sequestro di autovelox non a norma, con la possibilità di annullamento delle multe e rimborsi

Nelle ultime ore, un gran numero di automobilisti in Calabria si è rivolto agli sportelli della Federconsumatori, in seguito al sequestro di vari autovelox modello T-Exspeed v.2.0. Questi rilevatori di velocità, attivi in diverse regioni italiane, sono stati giudicati non conformi alle normative vigenti, il che ha portato al loro sequestro e alla possibile invalidazione delle multe emesse tramite tali dispositivi. La Polizia Stradale ha avviato la disattivazione degli autovelox considerati illegali, partendo da Cosenza, un anno dopo un provvedimento simile che non aveva avuto esito concreto.

In Calabria, il gip di Cosenza ha ordinato il sequestro di decine di autovelox installati lungo strade principali come la superstrada 107, che collega il Crotonese, la Sila e il Paolano, e la Statale 106 ionica, nel tratto che attraversa la Sibaritide. Questa azione non si è limitata alla sola Calabria, ma ha interessato anche diverse apparecchiature presenti in vari centri del Nord Italia. Il rappresentante legale della società fornitrice dei dispositivi, che li ha installati per conto delle amministrazioni comunali, è stato denunciato per frode nella pubblica fornitura.

Mimma Iannello, presidente di Federconsumatori Calabria, ha espresso preoccupazione per il sistema di controllo della velocità, definendolo spesso inadeguato e talvolta mirato esclusivamente a fare cassa. Iannello ha sottolineato che molti autovelox disseminati lungo le strade calabresi, già pericolose di loro, non risultano omologati, e questo viola le leggi del Codice della Strada. Ha inoltre sollevato dubbi sull’effettivo reinvestimento dei proventi delle multe nella sicurezza stradale.

L’associazione ha informato che gli automobilisti che hanno ricevuto multe tramite questi autovelox possono chiedere lo sgravio amministrativo o fare ricorso per l’annullamento delle sanzioni. Coloro che hanno già pagato potranno richiedere il rimborso, basandosi sull’accertata illegittimità dei rilevamenti. Il primo passo per avviare questa procedura è fare un’istanza di accesso agli atti al Comune competente, verificando l’omologazione degli autovelox utilizzati. Se l’omologazione risulta mancante, è possibile fare ricorso entro 60 giorni dalla notifica del verbale al prefetto o entro 30 giorni al giudice di pace.

La scoperta che molti dispositivi di controllo della velocità non sono omologati ha aumentato la frustrazione tra gli automobilisti, che hanno già pagato multe illegittime, spesso su strade lente e insicure. Alla luce di quanto emerso, Federconsumatori invita tutti gli automobilisti coinvolti a rivolgersi ai propri sportelli per ricevere assistenza e sollecita le autorità competenti a intensificare i controlli sull’appropriatezza degli autovelox installati, promuovendo al contempo investimenti mirati per migliorare la sicurezza stradale.

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