Gestione stadio Lorenzon di Rende: «È una questione di appartenenza e rivalutazione del territorio»

Si anima sempre di più il dibattito sul bando predisposto dell’amministrazione comunale: intervento di Francesco Midulla, presidente della società di calcio Ceep Villaggio Europa

È sempre più vivo il dibattito sulla gestione dello stadio Marco Lorenzon di Rende. Il bando pubblicato dall’amministrazione comunale non piace affatto alle società di calcio presenti sul territorio. Da più parti si ha la percezione che il bando sia stato cucito addosso alla perfezione per un club professionistico, che porta a pensare al Cosenza calcio.

Nel dibattito entra anche Francesco Midulla, presidente della società di calcio Ceep Villaggio Europa che milita nel campionato di Seconda categoria. Anche il club gialloverde ha deciso di partecipare al bando e lo stesso Midulla, che conosce bene la realtà della “sua” Rende, ne spiega i motivi in questa lettera inviata alla nostra redazione.

«Rende, una città che ha sempre mostrato un forte senso di comunità e appartenenza, si trova ora di fronte a una decisione cruciale riguardo il futuro del suo amato stadio Lorenzon. Il bando di attribuzione per la gestione dello stadio ha suscitato un dibattito intenso tra i cittadini e le associazioni sportive locali, evidenziando la necessità di garantire che questa risorsa rimanga nelle mani di chi davvero conosce e ama il territorio».

«Lo stadio Lorenzon non è semplicemente un luogo dove si gioca a calcio; rappresenta un punto di incontro, un simbolo di identità e storia per la comunità rendese. È un bene prezioso che, se gestito con cura e passione, può diventare un motore di rivalutazione culturale e territoriale. Tuttavia, la paura che altre squadre di calcio, non radicate nel tessuto sociale di Rende, possano ottenere la gestione e male amministrare questo patrimonio è tangibile e giustificata».

«Le associazioni sportive del territorio rendese, che hanno dimostrato nel tempo dedizione e rispetto per la storia e la cultura locale, rappresentano la scelta ideale per la gestione dello stadio Lorenzon. Queste organizzazioni non solo conoscono a fondo le necessità e i desideri della comunità, ma sono anche in grado di promuovere iniziative che valorizzino il territorio, rendendo lo stadio un centro di attività non solo sportive, ma anche culturali e sociali».

«La rivalutazione del territorio passa attraverso la conservazione e la valorizzazione dei suoi simboli. In questo senso, affidare lo stadio Lorenzon a chi è nato e cresciuto qui, a chi ha vissuto e respirato la stessa aria di Rende, è non solo giusto, ma necessario. È una questione di rispetto per la storia e la cultura locale, di riconoscimento del valore intrinseco di una gestione che sa guardare al futuro senza dimenticare le radici».

«È quindi fondamentale che, nel processo di assegnazione, si dia priorità alle associazioni sportive del territorio rendese. Queste realtà, con la loro profonda conoscenza e il loro amore per Rende, sono le uniche in grado di garantire una gestione che rispetti e valorizzi lo stadio Lorenzon, trasformandolo in un punto di riferimento per tutta la comunità».

«Il futuro dello stadio Lorenzon deve essere deciso con il cuore e con la testa, riconoscendo l’importanza di mantenere i beni della comunità nelle mani di chi ne comprende davvero il valore. Solo così si potrà assicurare una gestione capace di promuovere non solo il calcio, ma anche la cultura e l’identità di Rende, per il bene di tutti i cittadini».

«Il Ceep Villaggio Europa, radicato nel tessuto sociale di Rende, ha sempre lavorato per promuovere lo sport come strumento di coesione e sviluppo. La partecipazione al bando della società sportiva è una garanzia che lo stadio Lorenzon continuerà a essere un punto di riferimento per la nostra comunità, offrendo opportunità sportive e culturali a tutte le generazioni».

«È quindi giusto e doveroso lottare affinché lo stadio Lorenzon resti un bene della comunità rendese, gestito da chi, come il Ceep Villaggio Europa, ha a cuore il bene di Rende e dei suoi cittadini. La partecipazione di queste associazioni sportive al bando non è solo una questione di gestione sportiva, ma un atto di amore verso il proprio territorio e la propria gente».

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Antipignataro
Antipignataro
1 anno fa

Che gelosoni sti PIGNATARI!! .. non hanno una squadra che li rappresenta nemmeno a livello semi-professionistici e pretendono di tenersi in ostaggio uno spazio pubblico e non privato senza nemmeno volerlo curare personalmente a livello economico . E poi quale comunità rendese che Rende non è altro che il primo dormitorio di Cosenza in primis e degli universitari della Calabria subito dopo . I veri rennitani ce ne saranno poche migliaia sparsi fra su in paese e su qualche collina adiacente stimati in poche migliaia fra cui moltissimi sono tifosi dei LUPI . Se ne facessero una ragione visto che… Leggi il resto »

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