Città unica, l’applauso convinto di Mazzuca alla fusione Cosenza, Rende, Castrolibero

La soddisfazione del presidente del Conisglio comunale di Palazzo dei Bruzi sulla decisione assunta dalla Regione e sulle scelte fatte in merito dal Partito democratico

Giuseppe Mazzuca

È un applauso convinto quello di Giuseppe Mazzuca, esponenente del Pd e presidente del Consiglio comunale di Cosenza. Arriva anche da lui il sì al primo passo verso la città unica che nascerà dalla fusione tra Cosenza, Rende e Castrolibero. L’esponente del Partito democratico è convinto che «la costituzione della città unica formalizzerà una situazione di fatto già esistente da decenni e sentita dai cittadini come una necessità ormai non procrastinabile»..

«Esprimo grande soddisfazione per il documento approvato venerdì dalla quasi totalità del Consiglio regionale che – scrive Mazzuca – ha dato il via al processo di fusione dei comuni di Cosenza, Rende e Castrolibero. Si tratta di un percorso virtuoso che porterà, in tempi adeguati, alla costituzione della seconda città della Calabria, capoluogo dell’area nord della nostra regione».

Il presidente del Consiglio comunale di Cosenza esprime soddisfazione sulla posizione assunta dal suo partito. «Pur censurando la genesi della proposta, ha deciso di sostenere questo processo epocale e di collocarsi dalla parte giusta della storia. Abbiamo deciso di governare il processo e non di subirlo, proponendo di posticipare la data finale per consentire di arrivare all’appuntamento dopo aver compiuto tutti i passi necessari per armonizzare processi, strutture, statuti, servizi e piante organiche dei tre comuni interessati dal progetto. E soprattutto abbiamo ribadito il principio democratico per cui toccherà ai cittadini esprimersi e decidere se arrivare al traguardo finale oppure no».

Infine Mazzuca approva la soluzione adottata sul referendum, vincolante nei fatti, secondo il quale supera «il vulnus originario della proposta del centrodestra, che aveva escluso i consigli comunali dal processo decisionale, perché sarà una base ancora più ampia e rappresentativa a decretare il successo o meno della fusione. E questa decisione del Pd, che ho contribuito a determinare, ha visto un partito mai così unito a iniziare dalla segreteria di federazione con in testa il segretario Pecoraro, passando dalla segreteria regionale con il senatore Irto e dal gruppo in consiglio regionale guidato da Mimmo Bevacqua con il contributo di Franco Iacucci, per arrivare alla segreteria nazionale con il responsabile del mezzogiorno Marco Sarraccino che ha fortemente sostenuto l’iniziativa».

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